Sicurezza penitenziaria

Aggredito un agente in carcere durante una telefonata

35enne responsabile di colpi a più operatori mediante pugni e manufatto offensivo; un addetto ricoverato per accertamenti

Aggredito un agente in carcere durante una telefonata

Aggressione nel carcere di Novara nella mattinata di giovedì 27 agosto. Un detenuto italiano di 35 anni, sottoposto al regime di sorveglianza particolare, avrebbe aggredito diversi appartenenti alla polizia penitenziaria durante le operazioni organizzate per consentirgli di effettuare una telefonata.

Secondo quanto riferito dallOsapp, l’organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, l’episodio si è verificato intorno alle ore 12. Il detenuto era accompagnato dal personale dell’istituto quando avrebbe colpito più agenti con alcuni pugni, utilizzando anche un oggetto contundente artigianale.

Uno degli operatori è rimasto ferito ed è stato immediatamente soccorso. L’agente è stato quindi trasportato in ospedale per ricevere le cure necessarie e sottoporsi agli accertamenti sanitari. Nel testo diffuso dal sindacato non vengono indicati ulteriori dettagli sulle sue condizioni.

Il precedente del detenuto

Il 35enne, sempre secondo la ricostruzione dell’Osapp, si era già reso protagonista di numerosi episodi violenti nei confronti degli agenti. A causa dei comportamenti precedenti sarebbe stato trasferito in diversi istituti penitenziari e si trovava già sottoposto a un regime di sorveglianza particolare.

L’allarme del sindacato

Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, ha denunciato quella che definisce una situazione di forte difficoltà per il personale. In una nota, il sindacalista sostiene che gli agenti subiscano aggressioni con frequenza e lavorino senza risposte adeguate da parte della politica e delle istituzioni.

Beneduci ha chiesto un intervento urgente al ministro della Giustizia Carlo Nordio, invocando misure concrete per tutelare il personale e maggiore attenzione alla gestione dei detenuti considerati più pericolosi. Per il segretario dell’Osapp, non si dovrebbe attendere un episodio ancora più grave prima di intervenire sulle condizioni di lavoro all’interno degli istituti.