Formazione agenti

Nuovo corso a Novara per la polizia locale sui culti coercitivi

Dal 16 ottobre esperti di diritto, psicologia e investigazioni illustreranno segnali di rischio e modalità di ascolto

Nuovo corso a Novara per la polizia locale sui culti coercitivi

La manipolazione psicologica attraverso social network e web sarà al centro di un percorso rivolto agli operatori della polizia locale. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Novara, partirà dal 16 ottobre con l’obiettivo di fornire agli agenti strumenti utili a riconoscere i segnali legati alla diffusione dei culti coercitivi e ad accogliere le eventuali denunce delle vittime.

Due incontri a palazzo Natta

Il corso, intitolato La diffusione dei culti distruttivi, sarà organizzato dall’associazione Sos Antiplagio Odv con il patrocinio dell’ente provinciale e la collaborazione del Cst Novara-Vco. Le lezioni si svolgeranno a palazzo Natta e affronteranno le tecniche di indagine, il quadro normativo di riferimento e le modalità di gestione del primo contatto con chi chiede aiuto.

Il percorso sarà articolato in due incontri e metterà in relazione le attività di polizia giudiziaria con le competenze legali e psicologiche necessarie per analizzare fenomeni spesso difficili da individuare dall’esterno. Tra i docenti figurano Bruno Zambon, già in servizio nella squadra anti sette della Questura di Firenze e oggi responsabile del Centro studi Sap sui culti abusanti, l’avvocato penalista Antonio Caleca, la psicologa forense Cristina Caparesi di Exit Aps e Giovanni Ristuccia, presidente di Sos Antiplagio Odv.

Riconoscere i segnali di rischio

Secondo Ristuccia, una delle principali difficoltà consiste nel distinguere una situazione innocua da dinamiche caratterizzate da manipolazione o abuso. Una formazione specifica, ha spiegato, può aiutare a individuare i segnali e a disporre di maggiori strumenti per raccogliere una denuncia e orientare gli approfondimenti successivi. Durante gli incontri saranno esaminate anche situazioni riferite al territorio.

La Provincia punta sulla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e Terzo settore per intercettare i casi di rischio prima che possano trasformarsi in drammi familiari o reati contro la persona. Il presidente Marco Caccia ha sottolineato in particolare l’esposizione dei più giovani ai nuovi canali di condizionamento rappresentati dal web e dai social network, oltre alla necessità di rafforzare le competenze degli operatori.

Il valore della cooperazione è stato ribadito anche dal consigliere delegato alla polizia provinciale Giuseppe Maio, dal vicepresidente del Cst Novara-Vco Daniele Giaime e dal vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli. I comandi interessati a partecipare possono chiedere informazioni agli uffici provinciali tramite l’indirizzo cultura@provincia.novara.it oppure ai numeri 0321 378169 e 0321 378174.