Novara ospiterà un incontro pubblico dedicato alla pena di morte e alla vicenda di Ahmadreza Djalali, medico e ricercatore in medicina dei disastri all’Università del Piemonte Orientale. L’iniziativa si inserisce nelle attività organizzate in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte e punta a mantenere alta l’attenzione sulla prigionia del ricercatore, arrestato e condannato alla pena capitale in Iran.
Il quadro internazionale
Sabato 10 ottobre alle 21, il Salone Arengo del Broletto, in via Fratelli Rosselli, accoglierà Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, sarà promosso in dialogo con Elena Ferrara, già senatrice della XVII Legislatura e componente del Comitato regionale per i diritti umani del Piemonte.
Nel corso della serata sarà analizzata l’evoluzione della pena capitale a livello internazionale, con un esame dei dati sulle esecuzioni e delle principali tendenze regionali. Tra i Paesi che continuano a registrare i numeri più elevati saranno citati Stati Uniti, Iran, Cina e Arabia Saudita. Il confronto riguarderà anche i progressi del diritto internazionale e le decisioni di abolizione adottate in alcuni Stati, tra cui il percorso intrapreso dal Libano.
Al centro del dibattito ci sarà la denuncia della pena di morte come strumento di repressione del dissenso politico e come violazione irreversibile dei diritti fondamentali. L’iniziativa affronterà inoltre i casi in cui la pratica colpisce oppositori, manifestanti e persone estranee ai fatti contestati, in contrasto con i principi della giustizia internazionale.
La vicenda di Ahmadreza Djalali
Ampio spazio sarà riservato alla situazione di Ahmadreza Djalali, la cui prigionia in Iran si inserisce in un quadro mediorientale segnato da tensioni e conflitti. Noury e Ferrara faranno il punto sulle sue condizioni di salute e sulle iniziative diplomatiche e pubbliche promosse per chiederne il rilascio.
La serata intende sostenere la mobilitazione per il ricercatore che ha lavorato a Novara e richiamare l’attenzione sul rischio che il trascorrere del tempo riduca la visibilità della sua vicenda. L’ingresso è libero e l’incontro si svolgerà nel Salone Arengo del Broletto.