Truffa sventata

Finto carabiniere tenta di farsi consegnare gioielli a Novara

Un 23enne campano arrestato dalla Squadra mobile dopo minacce telefoniche rivolte a un cinquantenne e alla madre anziana.

Finto carabiniere tenta di farsi consegnare gioielli a Novara

Un 23enne originario della provincia di Napoli, con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato arrestato dalla polizia nella mattinata di lunedì 28 settembre nel Novarese. Il giovane è stato fermato in flagranza e deve rispondere dell’accusa di tentata estorsione in concorso con persone al momento ignote.

La telefonata e il falso incaricato

La vittima è un 50enne novarese, contattato telefonicamente da alcuni sconosciuti. Gli interlocutori gli hanno raccontato che l’auto intestata alla madre era stata utilizzata per commettere una rapina e che, per questo motivo, un presunto incaricato dell’Arma dei carabinieri sarebbe arrivato nella sua abitazione.

Secondo la ricostruzione, l’obiettivo era convincere l’uomo a consegnare i gioielli presenti in casa, con il pretesto di verificare che non fossero parte della refurtiva. Mentre i complici lo trattenevano al telefono, il giovane si è presentato alla porta qualificandosi attraverso un falso tesserino identificativo e chiedendo di poter ritirare i preziosi.

Il primo tentativo non è andato a buon fine. Il 50enne, insospettito, ha allontanato l’uomo e ha segnalato quanto accaduto alla polizia. Sul posto sono arrivati gli agenti della Squadra mobile, mentre i complici hanno continuato a telefonare alla vittima per convincerla ad aprire e a consegnare i gioielli.

L’intervento della polizia

Le telefonate sono state accompagnate da minacce: al 50enne è stato fatto credere che lui e la madre anziana sarebbero stati arrestati se non avessero collaborato. Quando il presunto carabiniere è tornato davanti all’abitazione, la vittima lo ha fatto entrare seguendo le indicazioni degli investigatori.

All’interno della casa, però, il giovane ha trovato gli agenti della Squadra mobile, che lo hanno fermato mentre si dirigeva verso la camera da letto. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di tentata estorsione; la contestazione riguarda anche il concorso con gli ignoti che avrebbero gestito la parte telefonica del raggiro.

La polizia ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine è autorizzato a chiedere la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore. In presenza di richieste di questo tipo, l’invito è a non consegnare nulla e a contattare immediatamente il 112.