Il colonnello Simone Puglisi, 43 anni, è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Novara. L’ufficiale ha presentato le linee guida del proprio mandato, indicando nella presenza sul territorio e nella vicinanza ai cittadini i principali riferimenti dell’attività dell’Arma.
Ex allievo della scuola militare Nunziatella di Napoli, Puglisi arriva a Novara dopo un’esperienza maturata in contesti caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata. Prima del trasferimento ha guidato il reparto operativo di Vibo Valentia, in Calabria.
L’esperienza investigativa in Calabria
Tra i risultati più rilevanti del precedente incarico figura la conclusione dell’operazione contro il clan ’ndranghetista Loielo. L’indagine aveva portato all’arresto degli esecutori dell’omicidio di Filippo Ceravolo, il 19enne ucciso per errore nel 2012 durante un agguato di mafia.
Il nuovo comandante ha definito l’incarico nella provincia piemontese motivo di profondo orgoglio e di grande responsabilità. Un impegno che, ha spiegato, intende vivere anche attraverso la prospettiva di un genitore, con l’obiettivo di osservare e affrontare i temi della sicurezza partendo dalle esigenze quotidiane delle famiglie.
Controlli e prevenzione
La strategia per il territorio novarese si fonda sulla rete delle 20 stazioni presenti nei diversi comuni della provincia. Il piano prevede un incremento delle pattuglie nelle aree considerate più critiche, lungo gli snodi viabilistici e nelle zone commerciali, con un’attenzione specifica ai reati predatori.
Tra le priorità indicate figurano il contrasto ai furti in abitazione, alle rapine e alle truffe. Un capitolo particolare riguarda la tutela delle persone più fragili, con interventi sui casi di violenza di genere attraverso il Codice Rosso e campagne rivolte agli anziani per prevenire i raggiri.
Resta centrale anche il contrasto alla criminalità organizzata. Puglisi ha sottolineato la necessità di non abbassare la guardia di fronte a organizzazioni che possono cercare di mimetizzarsi nelle aree caratterizzate da maggiore sviluppo. Per monitorare il fenomeno, il comandante ha richiamato l’importanza del lavoro congiunto tra Prefettura, Procura, Questura e guardia di finanza, insieme alle polizie locali e alle amministrazioni comunali.
Nel suo appello conclusivo, il colonnello ha invitato i cittadini a segnalare al 112 eventuali movimenti sospetti. La collaborazione con la popolazione è stata indicata come uno degli strumenti necessari per rafforzare la prevenzione e rendere più efficace la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.