La Giunta regionale del Piemonte ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale a causa della crisi idrica e degli incendi boschivi che stanno colpendo il territorio. Questa è la prima applicazione della legge regionale approvata l’11 giugno scorso, che consente alle Regioni di dichiarare autonomamente lo stato di emergenza in situazioni che non possono essere gestite con strumenti ordinari.
L’atto amministrativo rappresenta il presupposto per l’adozione delle ordinanze del presidente della Regione e per l’attivazione delle misure straordinarie di protezione civile. Inoltre, consente di avviare le procedure necessarie per l’utilizzo delle risorse destinate alla gestione dell’emergenza. Il presidente della Regione Alberto Cirio, insieme agli assessori Marco Gabusi e Matteo Marnati, ha sottolineato l’importanza di avere strumenti che permettano interventi immediati nelle situazioni di emergenza, affermando che in passato tali situazioni avrebbero richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse.
“L’autonomia non è un principio astratto – hanno dichiarato – significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini”. La decisione di dichiarare lo stato di emergenza arriva dopo un progressivo peggioramento delle condizioni meteo-climatiche, con oltre 70 comuni che hanno dovuto ricorrere all’uso di autobotti per garantire l’approvvigionamento idrico, effettuando quasi 600 viaggi. Inoltre, più di 100 comuni hanno emesso ordinanze per limitare il consumo d’acqua.
Criticità sul territorio
Il quadro meteorologico degli ultimi mesi è allarmante: secondo i dati di Arpa Piemonte, il mese di luglio è stato uno dei più secchi degli ultimi settant’anni, con un deficit di piovosità del 55% negli ultimi tre mesi. Questa carenza d’acqua sta creando forti criticità anche nel settore agricolo, in particolare per le colture di mais, soia e riso, che si trovano nel pieno della fioritura. Inoltre, l’aumento del rischio incendi ha portato a richiedere il supporto della flotta aerea nazionale per fronteggiare le emergenze.
Normativa e durata dello stato di emergenza
La legge approvata a giugno dal Consiglio regionale ha aggiornato una disciplina in vigore dal 1978. Essa stabilisce che lo stato di emergenza regionale possa durare al massimo 12 mesi, con possibilità di proroga per ulteriori 12. La normativa definisce l’ambito territoriale interessato, individua le prime misure urgenti e stabilisce la struttura regionale di coordinamento, consentendo alla Giunta di intervenire sulle emergenze locali senza dover attendere i passaggi burocratici statali.