Emergenza siccità

Piemonte dichiara emergenza per la siccità e avvia stato di calamità

Il presidente Cirio e l'assessore Bongioanni si attivano per supportare agricoltori e allevatori in difficoltà.

Piemonte dichiara emergenza per la siccità e avvia stato di calamità

In Piemonte continua l’emergenza siccità che ha costretto la Regione a avviare le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale. L’assenza di piogge ha colpito particolarmente le risaie, che si trovano in difficoltà, e ha portato all’abbandono anticipato dei pascoli. Nella giornata di ieri, giovedì 6 agosto, il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni hanno svolto importanti incontri con il Ministero dell’Agricoltura per elaborare misure di supporto per le aziende agricole, che stanno affrontando gravi difficoltà a causa della prolungata siccità.

La situazione si è aggravata a causa di una quasi totale assenza di precipitazioni, come evidenziato anche dalle principali organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Questo scenario sta compromettendo molte colture, con effetti devastanti per il comparto risicolo, proprio nel periodo più delicato del ciclo produttivo, oltre a influenzare negativamente le produzioni stagionali.

Una crisi idrica eccezionale

I vertici regionali hanno definito la situazione come una crisi idrica eccezionale. Questa emergenza non solo ha reso critica la disponibilità di acqua, ma ha aumentato anche il rischio di incendi, già manifestatosi in diverse aree. “Stiamo facendo la nostra parte”, hanno dichiarato Cirio e Bongioanni, evidenziando che sono in corso interventi con autobotti nelle situazioni più severe. La richiesta di calamità naturale è un passo necessario per ottenere supporto e risorse dal Governo, in particolare dal ministro Lollobrigida, per tutelare un settore così importante per l’economia piemontese.

Sostegno agli allevatori

La Regione è attivamente impegnata anche nel supporto agli allevatori tramite la Politica Agricola Comune (Pac). Attualmente, è in fase di notifica a Bruxelles la delibera che dichiara lo stato di emergenza regionale. Una particolare attenzione è dedicata agli allevatori e ai margari, costretti a lasciare gli alpeggi in anticipo a causa della siccità dei pascoli. La regione, in collaborazione con Arpea, sta definendo le modalità per garantire il riconoscimento dei contributi, evitando penalizzazioni. “Siamo al lavoro affinché venga riconosciuto il contributo anche per chi non ha completato il periodo minimo in altura”, affermano i due rappresentanti regionali. Sono in corso anche trattative con l’ente pagatore nazionale Agea per accelerare i pagamenti Pac e fornire un immediato supporto alle aziende agricole.