Il traffico illecito di rifiuti e i legami con la criminalità organizzata nel settore del movimento terra tra il Novarese e il Vco stanno suscitando un acceso dibattito. Dopo l’operazione ‘Terre pulite’, condotta dai carabinieri di Verbania, che ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare, l’associazione Legambiente ha rilasciato un intervento per esaminare l’impatto ambientale e sanitario dell’inchiesta.
Al centro dell’attività illegale vi era una discarica abusiva a Paruzzaro, dove venivano sversati rifiuti provenienti da cantieri edili nelle due province. Complessivamente, sono state accumulate 12mila tonnellate di materiale inerte e oltre 500 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi e altre sostanze tossiche e cancerogene. Invece di essere bonificati, questi materiali venivano rivenduti a terzi, senza alcuna analisi chimica.
I rischi per la salute
Legambiente sottolinea che il caso di Paruzzaro è emblematico del fenomeno dello smaltimento illegale, che ormai si è diffuso in maniera capillare nel quadrante nord-orientale del Piemonte. I dati dell’associazione indicano che oltre un reato ambientale su tre in regione concerne la gestione e il traffico illecito di rifiuti.
La principale preoccupazione riguarda la diffusione di inquinanti pericolosi sul territorio, che sono rientrati nel circuito dell’edilizia locale senza il dovuto controllo. Legambiente ha inoltre manifestato la sua disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine e gli inquirenti, richiamando un protocollo recentemente firmato con la regione e le prefetture.
La presenza della criminalità organizzata
Massimiliano Caligara, presidente del circolo Gli Amici del Lago, ha espresso la sua opinione riguardo alla presenza della criminalità organizzata nell’Aronese. Ha affermato che anche le aree periferiche del nord-est piemontese non sono immuni da tali infiltrazioni: “Da tempo lavoriamo su questo tema, collaborando in particolare con i carabinieri forestali per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente,” ha dichiarato.