Si riapre la possibilità di acquistare gli alloggi di edilizia sociale del Villaggio Dalmazia, a Novara. L’iniziativa riguarda circa trenta famiglie, tra assegnatari ed eredi degli esuli dalmati aventi diritto, che potranno valutare il riscatto degli appartamenti occupati.
L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa organizzata da Atc Piemonte Nord e dal Comune di Novara. L’Agenzia territoriale per la casa ha illustrato il quadro normativo relativo agli immobili costruiti negli anni Cinquanta nella zona periferica a sud della città, destinati ad accogliere i profughi giuliano-dalmati arrivati nel Novarese dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
La verifica degli uffici
Le verifiche condotte dagli uffici dell’Atc hanno individuato i residenti e gli eredi che potrebbero possedere i requisiti per procedere all’acquisto. La possibilità era rimasta finora incerta a causa delle disposizioni regionali sulle alienazioni degli immobili gestiti dall’ente, ma gli approfondimenti hanno consentito di riaprire concretamente il percorso.
Le comunicazioni destinate alle famiglie interessate sono state predisposte e, secondo quanto annunciato, saranno trasmesse per informarle della possibilità di riscattare gli alloggi. La procedura riguarda i soggetti che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa vigente e non si estende automaticamente a tutti gli abitanti del quartiere.
Il valore storico del quartiere
Il Villaggio Dalmazia è stato realizzato per ospitare cittadini italiani costretti a lasciare le loro terre d’origine in Dalmazia, Istria e Venezia Giulia tra il 1945 e gli anni successivi, dopo il passaggio di quei territori alla Jugoslavia. Nel tempo il quartiere è diventato un punto di riferimento per le comunità legate alla storia dell’esodo giuliano-dalmata.
Nel corso dei tavoli istituzionali promossi dall’Atc, l’area è stata considerata non soltanto come un complesso di abitazioni pubbliche, ma anche come un luogo dalla forte rilevanza storica e identitaria per Novara. L’obiettivo indicato dall’ente è favorire, dove possibile, la proprietà privata degli alloggi per preservare il tessuto sociale originario e mantenere il legame con le comunità che hanno contribuito alla nascita del quartiere.
Il sindaco Alessandro Canelli ha definito il provvedimento una risposta a un’attesa durata anni. L’amministrazione comunale ha ricordato il ruolo svolto dal vice portavoce del quartiere, Ermes Mantovani, e dall’associazione Giuliano Dalmata, che avevano portato all’attenzione delle istituzioni le richieste di alcune famiglie. Per gli aventi diritto, l’acquisto rappresenta la possibilità di diventare proprietari delle abitazioni in cui hanno vissuto per lungo tempo, completando un percorso familiare iniziato negli anni Cinquanta.