Filippo Maria Ferro, neurologo, psichiatra, psicoanalista e studioso di storia dell’arte, è morto all’età di 85 anni. Il decesso è stato ricordato con un messaggio di gratitudine e affetto dalla casa editrice Interlinea, con cui il professore aveva pubblicato diversi lavori. Nato a Novara nel 1941, Ferro è scomparso martedì 27 ottobre 2026, lasciando una produzione scientifica e culturale articolata tra psichiatria, psicoanalisi e storia dell’arte.
Nel profilo tracciato dalla casa editrice, Ferro viene ricordato come una figura di rilievo internazionale nel campo della medicina e della psicoanalisi, oltre che come un appassionato interprete della pittura piemontese e lombarda. È stato fondatore della cattedra di Psichiatria all’Università d’Annunzio di Chieti e membro della Società psicoanalitica italiana. Nel corso della sua attività ha firmato centinaia di pubblicazioni, affrontando temi scientifici e artistici con approcci personali e originali.
Gli studi sull’arte tra Piemonte e Lombardia
Tra i suoi lavori più significativi figura L’anima dipinta. Scritti d’arte lombarda e piemontese da Gaudenzio Ferrari a Ranzoni, volume dedicato ai principali artisti e alle opere che hanno segnato la storia figurativa delle due regioni. Nel libro Ferro ha esaminato, tra gli altri, Gaudenzio Ferrari, Lanino, Tanzio da Varallo, Cerano, Fiammenghino, Bonola e Ranzoni, proponendo letture sostenute da una documentazione ampia e da punti di vista inediti.
Il volume, presentato da Giovanni Romano, è stato indicato come un nuovo elogio dell’arte novarese e si colloca nel solco degli studi di Giovanni Testori. Ferro vi ha ricostruito le vicende artistiche attraverso quella che definiva una tradizione di affetti, esigenze spirituali ed espressive. Il testo era corredato da un apparato illustrativo anche a colori e restituiva attenzione alle opere e agli autori del territorio, con uno stile descritto come appassionato e partecipe.
Il legame con Novara e gli ultimi progetti
Per Interlinea, casa editrice della sua città, Ferro aveva inoltre curato Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia, realizzato insieme a Marina Dell’Omo. La sua attività di ricerca non si era però interrotta: aveva in lavorazione un libro sugli animali nell’arte della Natività e stava curando gli atti del convegno dedicato ad Arcimboldo, svoltosi a Pavia, città nella quale si era laureato.
Il ricordo sottolinea anche alcuni legami personali e culturali costruiti nel corso della vita. Ferro aveva vissuto con la scrittrice Giuliana Morandini ed era stato compagno di studi di Sebastiano Vassalli. La sua figura resta associata a un percorso capace di unire ricerca medica, psicoanalisi e interesse per la storia dell’arte, con particolare attenzione alle espressioni artistiche di Piemonte e Lombardia.