Percorso inclusivo

Detenuti-attori in scena al Teatro Coccia di Novara

Il 30 ottobre doppia replica: matinée per gli istituti e appuntamento serale aperto alla cittadinanza.

Detenuti-attori in scena al Teatro Coccia di Novara

Il 30 ottobre 2026 un gruppo di persone detenute della Casa Circondariale di Novara salirà per la prima volta sul palco del Teatro Coccia. Gli attori parteciperanno alla nuova versione di Romeo e Giulietta Opera Ibrida, progetto di Cabiria Teatro che rilegge il classico shakespeariano attraverso i temi delle fragilità, delle relazioni e del rapporto tra dimensione reale e virtuale.

Lo spettacolo, già rappresentato in diversi teatri italiani, sarà arricchito dal contributo dei detenuti, coinvolti nella costruzione dei personaggi e nella riscrittura del finale. La tragedia non sarà ambientata soltanto nell’universo romantico di Verona, ma in una realtà segnata dall’uso degli smartphone e dalla viralità digitale: Giulietta affronta un conflitto con il proprio corpo, mentre Romeo convive con le sue fobie.

Due appuntamenti al Coccia

Il programma prevede una replica alle 10 riservata alle scuole e una rappresentazione serale alle 21 aperta al pubblico. Lo spettacolo è vietato ai minori di 14 anni. Al termine dell’appuntamento mattutino, gli studenti potranno confrontarsi con gli interpreti e con operatori qualificati, per rielaborare i temi emersi durante la visione.

L’iniziativa nasce dal laboratorio teatrale condotto da Cabiria Teatro all’interno della Casa Circondariale di Novara. Dopo le esperienze realizzate negli spazi dell’istituto, il progetto approda all’esterno con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale, la responsabilizzazione e il dialogo tra la comunità e le persone detenute. Il lavoro teatrale viene presentato dagli organizzatori anche come occasione per sviluppare capacità individuali, imparare a rispettare tempi e ruoli e rafforzare il senso di appartenenza a un gruppo.

Il sostegno delle istituzioni

L’appuntamento è sostenuto dal Comune di Novara, dal Consiglio Regionale del Piemonte e dalla Fondazione Banca Popolare di Novara, con la collaborazione della Provincia di Novara e della Fondazione Teatro Coccia. Il progetto è stato inserito nel calendario del teatro dopo una precedente esperienza realizzata all’interno della Casa Circondariale.

Secondo i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, l’iniziativa richiama la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione e il ruolo della cultura nella costruzione di relazioni sociali. La partecipazione degli studenti si collega inoltre alle attività del Centro di Giustizia Riparativa del Comune di Novara, impegnato nella promozione di strumenti per la gestione dei conflitti, in particolare nell’ambito scolastico.

Per Cabiria Teatro, il coinvolgimento dei detenuti ha modificato lo sviluppo della produzione e il suo epilogo. La compagnia sottolinea che il valore del contributo non dipende dalla durata della presenza sul palco, ma dal lavoro svolto nella definizione dei personaggi e nella trasformazione della storia. La Fondazione Banca Popolare di Novara evidenzia invece l’opportunità, per gli interpreti detenuti, di esibirsi fuori dal luogo di pena e davanti a un pubblico più ampio.