Memoria fragile

A Novara, “Nebbia” racconta Alzheimer e forza della cura

L’appuntamento con Rise Up si terrà lunedì 21 settembre alle 21, con ingresso libero nel Salone dell’Arengo.

A Novara, “Nebbia” racconta Alzheimer e forza della cura

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’associazione Ama Novara Odv Ets propone a Novara una serata dedicata al tema della cura e del ricordo. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Novara e di Confcommercio, si terrà lunedì 21 settembre alle 21 nel Salone dell’Arengo, con ingresso libero.

Una storia attraverso il tempo

Al centro dell’appuntamento ci sarà Nebbia, produzione di Rise Up scritta e diretta da Antonio Roma. La vicenda segue un uomo e una donna lungo l’arco di una vita, dal primo bacio negli anni Cinquanta fino alla vecchiaia, mentre i ricordi iniziano progressivamente a dissolversi.

Lei non ricorda più il proprio nome, mentre lui continua ogni sera a raccontarle la loro storia. Il rapporto tra i due diventa così il filo conduttore di una narrazione che affronta l’Alzheimer non soltanto attraverso la perdita, ma anche attraverso la continuità della presenza e il valore dei gesti quotidiani.

Il valore della cura

La scelta di portare in scena questa storia nasce dalla volontà di raccontare una condizione che coinvolge le persone malate e le loro famiglie. Nel testo, la malattia non cancella tutto in un solo momento, ma consuma gradualmente parole, ricordi e abitudini, lasciando chi assiste in una situazione di attesa e difficoltà.

La prospettiva dello spettacolo si concentra in particolare sulla dignità della cura e sulla pazienza di chi rimane accanto alla persona amata. Il familiare diventa custode di una memoria condivisa, conservando episodi e significati anche quando il riconoscimento reciproco si fa più difficile.

Per Rise Up, il teatro può assumere una funzione sociale, trasformando il dolore individuale in un’occasione di ascolto collettivo. L’obiettivo dichiarato è mettere in luce il ruolo della presenza: l’amore non può fermare la malattia, ma la cura e la vicinanza possono continuare a dare significato alla relazione.