Una sala gremita, 40 persone in scena e una platea coinvolta in canti, movimenti e ritmi. È il bilancio della serata del 6 ottobre ospitata nel Salone neogotico del Castello di Galliate, dove l’iniziativa Coro Sbilenco ha trasformato lo spettacolo in un’esperienza condivisa tra protagonisti e spettatori.
Un percorso tra canto e movimento
All’evento hanno partecipato le persone dei Centri diurni per la disabilità di Galliate, Recetto e Trecate, insieme ai loro operatori. Dei 40 partecipanti presenti sul palco, 31 erano persone con disabilità. Il percorso ha unito canto, ritmo, movimento, acrobazie vocali e suoni scomposti, utilizzando le differenze come elemento per costruire un linguaggio musicale comune.
La serata rientra nel progetto La bellezza di ciò che manca, promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino. L’iniziativa è stata ideata dalla pedagogista del Cisa Ovest Ticino Grazia Fallarini insieme a Marco Bricco, esperto di DispariTeatro, ed è stata resa possibile dal contributo di Fondazione CRT.
Una platea parte dello spettacolo
A condurre e dare forma al coro sono state la professoressa Gabriella Cigolini e il maestro Paolo Zaltron, con OfficinaMusikè. Il loro lavoro ha coinvolto non soltanto le persone sul palco, ma anche chi assisteva dalla sala: il pubblico ha cantato, seguito le indicazioni, si è mosso e ha risposto ai ritmi proposti.
Tra gli spettatori erano presenti anche il sindaco di Galliate Alberto Cantone e la direttrice del Cisa Ovest Ticino Valentina Bertone, insieme a numerose persone che hanno scelto di partecipare alla serata. Il confine tra chi si esibiva e chi guardava si è così attenuato, fino a trasformare il Coro Sbilenco in un gruppo più ampio, composto da chi era in scena e dall’intera platea.
Al termine, i responsabili del progetto hanno ringraziato i 40 protagonisti, i partecipanti con disabilità, gli operatori, le volontarie del Servizio civile, i professionisti, le istituzioni presenti e il pubblico. Il messaggio affidato all’iniziativa è che l’inclusione, attraverso la musica, possa essere sperimentata direttamente e condivisa dalla comunità.