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“Salva scuolabus” in bilico per la crisi di Governo

“Salva scuolabus” in bilico per la crisi di Governo

Uncem: "Limbo pericoloso, soluzione lontana se il decreto non va in Gazzetta e non viene convertito".

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto alle ore 08:30

Sulla norma “salva scuolabus”, contenuta nel Decreto scuola, pesa la crisi di Governo. Lo denuncia Uncem: “Rimaniamo in attesa, sospesi, e senza troppa fiducia alla vigilia di una settimana nella quale si capirà che fine fa il Governo”.

“Salva scuolabus”, la norma rischia di morire prima di nascere

“Il Decreto è stato approvato ‘salvo intesa’ nel Consiglio dei Ministri. La questione dei precari della scuola da assorbire nelle piante organiche non ha infatti messo d’accordo le due forze di Governo. Così anche la norma scuolabus, che modifica il decreto legislativo 63 del 2017, rischia di morire prima di nascere. E di non andare in Gazzetta Ufficiale il 28 agosto come annunciato da diversi Parlamentari”. Così Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani: “Uncem lo aveva detto, qualche giorno fa: risultato raggiunto sì, ma aspettiamo l’intesa prima di cantare vittoria, aspettiamo la pubblicazione del Decreto e la sua conversione. C’eravamo arrabbiati nei giorni scorsi perché in Parlamento, prima del mese e mezzo di ferie fissato dai Presidenti delle Camere, non si era intervenuti su una norma che riguarda migliaia di piccoli Comuni, in particolare montani, che sarebbero di fatto impossibilitati a cofinanziare o finanziare interamente lo suolabus”.

“In attesa e senza troppa fiducia”

Prosegue Bussone: “Rimaniamo in attesa, sospesi, e senza troppa fiducia alla vigilia di una settimana nella quale si capirà che fine fa il Governo. E anche il Decreto Scuola. Ancora una volta, le autonomie locali sono appese, per una questione non certo banale, ai litigi politici di rappresentanti eletti. La democrazia, le esigenze concrete del Paese, delle famiglie in questo caso, degli Enti locali, delle imprese, restano nel limbo delle polemiche, delle contrapposizioni, della mancanza di visione e di futuro. Tutto fermo, ancora una volta. Mentre noi, Comuni, piccoli, montani, efficaci e senza debiti, i servizi continuiamo a garantirli, allo sviluppo locale vogliamo continuare a pensare, a lavorare. Con un vuoto di potere centrale, con una mancanza di politica e politici, che di certo non fa bene all’Italia vera, delle comunità, delle aree interne e montane. Stiamo a vedere che succede. Ma oggi, sugli scuolabus e i bilanci comunali, dopo le sentenze della Corte dei Conti, non siamo affatto tranquilli”.

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