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Occupazione

Mensa di Pombia: riassorbite le lavoratrici a rischio

Mensa di Pombia: riassorbite le lavoratrici a rischio

Ancora scintille tra Cisl e Comune

Ultimo aggiornamento: 09 Novembre alle ore 13:19

Mensa di Pombia: riassorbite le lavoratrici a rischio, ma continua la querelle tra Cisl e Comune.

Mensa di Pombia: il comunicato della Cisl

Il caso del cambio di gestione alla mensa scolastica di Pombia ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi. Di fatto, a causa dei cambiamenti che hanno interessato la gestione del centro cottura di via Lana a Varallo Pombia, l’azienda che aveva assunto le dipendenti di Pombia, la Camst, è stata temporaneamente esclusa dalla gestione del servizio. In attesa dell’esito del bando che deciderà il futuro della mensa pombiese. Ora la novità, con il sindacato Fisascat Cisl che comunica il riassorbimento delle dipendenti a rischio. “Per quanto riguarda – scrive il sindacalista Mattia Rago -le due lavoratrici di Pombia del servizio di refezione scolastica congiuntamente con Camst abbiamo trovato una soluzione: la società è riuscita a mantenere le due lavoratrici in forza su un altro appalto mantenendogli le stesse condizioni ed a pochi km da casa, per quanto riguarda il servizio di Varallo Pombia tutte le undici lavoratrici sono passate con la società entrante rimarrebbe solo una problematica di una lavoratrice legata alla distribuzione oraria settimanale difatti abbiamo provveduto a richiedere nuovamente un’incontro con l’azienda aggiudicataria del servizio per poter trovare eventualmente una soluzione”.

Continua la polemica con il Comune

Ma non si placa la polemica con l’Amministrazione pombiese. Il sindacato punta il dito contro la scelta di Pombia di affidare per 45 giorni il servizio a una nuova azienda, in attesa dell’esito del bando di gara. “Per quanto ci riguarda – continua Rago – sicuramente la situazione si è conclusa positivamente però non capiamo perché affidare questo servizio per soli 45 giorni ad un’azienda quando a mio parere bastava prorogare o affidare temporaneamente il servizio alla società che già svolgeva tale servizio così evitando quanto accaduto ed una volta conclusa la gara l’azienda aggiudicataria rilevava il personale senza ma e senza se (naturalmente questo è un mio pensiero)”.

La replica del Comune

Non si è fatta attendere la risposta del Comune. “Avremmo gradito che prima di rivolgersi ai giornali – dice il vicesindaco Nicola Arlunno – il sindacato venisse a parlare con noi, visto che lo abbiamo invitato diverse volte. Lo ribadiamo: il Comune ha dovuto affidare il servizio a una terza azienda perché non era tecnicamente possibile lasciare la gestione a Camst. E questo dal momento che il Comune capofila del servizio, Varallo Pombia, aveva specificato che non avrebbe voluto rinnovare quel contratto. Varallo gestisce il centro di cottura e la Camst senza potersi appoggiare al centro di cottura di Varallo Pombia non avrebbe avuto la possibilità di fare nulla per i bambini pombiesi. Siamo ovviamente felici che le lavoratrici insieme alla loro azienda abbiano trovato una soluzione valida”.