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Il caso

Mensa di Pombia, la Cisl: “Dobbiamo difendere i lavoratori”

Mensa di Pombia, la Cisl: “Dobbiamo difendere i lavoratori”

La replica del Comune: "Assurdo, si sapeva che l'appalto sarebbe scaduto da 7 anni"

Ultimo aggiornamento: 01 Novembre alle ore 12:59

Mensa di Pombia: la Cisl punta il dito contro il Comune per la gestione del cambio di appalto.

Mensa di Pombia: la Cisl interviene

E’ con un comunicato ufficiale della Fisascat Cisl che il sindacato ha puntato i riflettori sulla gestione del servizio mensa di Pombia, annunciando di voler tutelare i lavoratori del settore in tutti i modi possibili. La vicenda riguarda il servizio mensa della scuola del paese, ma di riflesso anche quelle dei comuni limitrofi. Dal 2012 infatti, la gestione del servizio per Varallo e Pombia è stato affidato alla ditta Camst, in ragione del fatto che avendo i due Comuni la gestione collettiva di un unico centro di cottura, quello di via Lana a Varallo Pombia, anche l’operatore incaricato doveva essere unico. La scadenza dell’appalto in gestione associata era fissata però per il 31 ottobre 2019 e Varallo e Pombia avevano già stabilito di procedere su due strade diverse. La gestione del centro di cottura sarà infatti ora affidata al controllo esclusivo di Varallo. Non avendo la certezza che il servizio sarà ora riaffidato alla Camst e alle sue lavoratrici che risiedono a Pombia, la Cisl è insorta.

Il comunicato della Cisl

“In data 25 ottobre – scrive il rappresentante sindacale Mattia Rago – ci viene comunicato dalla società Camst che svolgeva servizio di ristorazione scolastica presso il Comune di Pombia, che a partire dal primo novembre il servizio non sarebbe stato più gestito da loro e la stessa comunicazione veniva inviata ad Elior chiedendo così l’apertura della procedura di cambio di appalto. In data 28 ottobre Elior ci comunica che non procederà a nessun cambio d’appalto in quanto la gara risulterebbe ancora in fase di espletamento e non vi siano i requisiti necessari per procedere, poiché ci viene comunicato che il servizio sarebbe stato assegnato per soli 45 giorni effettuando un servizio di veicolato da Fontaneto d’agogna. Ora noi naturalmente chiediamo che il personale rimanga in forza a Pombia anche perché il servizio dovrà essere svolto comunque e non trovo corretto che debbano pagare i lavoratori le conseguenze per le scelte di una amministrazione comunale; prima di fare queste scelte forse sarebbe stato opportuno tutelare l’occupazione che così facendo non è stato. Nel frattempo provvederemo a fornire una giusta tutela alle lavoratrici coinvolte”.

La posizione dell’Amministrazione

Il Comune di Pombia ha accolto le parole dei rappresentanti Cisl con una certa sorpresa. “Rimango basito – dice il vicesindaco pombiese Nicola Arlunno – anche perché le procedure di appalto non si sono ancora concluse. L’appalto è stato scritto con l’applicazione della cosiddetta clausola sociale, tenendo cioè conto della presenza dei lavoratori che seppur oggi legati a un appalto di cui è capofila un altro Comune, Varallo Pombia, anche in virtù di una condivisione con il tecnico esterno che ha predisposto la gara, stiamo dando ai lavoratori coinvolti la possibilità di essere riassunti (possibilità, non garanzie assolute). Ad ogni modo, oggi non è conclusa la procedura di appalto e l’esito non dipende dalla volontà dell’amministrazione comunale. Le procedure sono disciplinate dalla legge e la legge determinerà il vincitore secondo i termini prescritti. Un proclama come quello del sindacato, non è aderente alla realtà, dal momento che si sapeva della scadenza dell’appalto al 31 ottobre 2019 dal momento dell’indizione della prima gara, risalente ormai a oltre 7 anni fa. Per altro abbiamo offerto la massima disponibilità alla ditta e i dipendenti più volte hanno incontrato sindaco, assessore e vice sindaco e sapevano come stessero e come stanno le cose. Ora il centro cottura è in esclusiva gestione del Comune di Varallo Pombia, che è anche il capofila del precedente servizio associato. Non siamo nemmeno noi a controllare quel centro e quindi a maggior ragione le dichiarazioni del sindacato mi indignano e mi offendono. Non si usi il nome di Pombia per battaglie che poco hanno a che fare con i normali rapporti tra aziende private ed enti pubblici in regime di libera concorrenza e di affidamento di gare di appalto”.

La risposta del sindacato

“Con il nostro intervento – spiega il sindacalista Fisascat Cisl Rago – non volevamo fare indignare nessuno, ma solo trovare il modo più rapido per integrare i lavoratori. Non c’è nessun attacco, nessuna strumentalizzazione del nome del paese di Pombia. Percorreremo tutte le vie necessarie per tutelare i lavoratori della mensa: la nostra intenzione non è quella di fare politica, ma salvaguardare il loro lavoro. Per questo motivo abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione e le parti coinvolte”.

 

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