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“Confindustria per la montagna”: tre proposte al ministro

“Confindustria per la montagna”: tre proposte al ministro

Cnvv: "Richieste dettate dal buon senso e dall’urgenza di mantenere competitivo l’ecosistema delle imprese di montagna".

Ultimo aggiornamento: 04 Agosto alle ore 08:30

“Confindustria per la montagna”: tre proposte per le aziende delle aree montane da inserire nella Legge di stabilità.

Confindustria per la montagna: c’è anche Cnvv

Un credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione, un fondo a sostegno delle imprese giovanili e nuovi parametri per gli Istituti tecnici superiori (Its): sono le tre proposte operative che il network “Confindustria per la montagna”, di cui Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) fa parte insieme ad altre associazioni territoriali e regionali, ha rivolto al Ministro delle Autonomie e degli Affari Regionali, Erika Stefani, affinché vengano inserite nella Legge di stabilità per il 2020.

Tre proposte per le aziende delle aree montane

«Durante una riunione svoltasi martedì a Roma nell’ambito degli Stati generali della Montagna e che ha visto confrontarsi sui temi più rilevanti i coordinatori degli 11 tavoli tecnici – spiega il presidente di Cnvv, Gianni Filippa – abbiamo presentato a Stefani tre azioni, immediatamente applicabili e in parte già contenute nel documento che le avevamo consegnato nel febbraio scorso, da inserire nella prossima Legge di stabilità. La prima proposta riguarda l’introduzione di un credito d’imposta a favore delle Pmi situate nelle aree montane, che possa essere utilizzato in compensazione con i debiti erariali e contributivi per far fronte a investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Le aziende di montagna sono spesso estremamente specializzate e offrono prodotti e servizi di alta qualità: dobbiamo sostenerle per farle restare competitive».

Un fondo per le imprese giovanili

Il secondo punto riguarda l’istituzione di un fondo per le imprese giovanili, che preveda finanziamenti a fondo perduto e a tasso agevolato sul modello di quanto sta accadendo con il piano “Io resto al Sud” (l’iniziativa coordinata da Invitalia che prevede un contributo a fondo perduto e un prestito bancario assicurato dal Fondo di garanzia per le Pmi). «In questo modo – prosegue Filippa – vogliamo sviluppare l’autoimprenditorialità e promuovere la nascita di imprese giovanili nelle nostre valli, dalle startup innovative alle realtà più tradizionali nel campo dei servizi, della manifattura, dell’agricoltura e del turismo. Attivare un’azienda in montagna, soprattutto per un giovane, è più difficile che altrove a causa di costi superiori e delle problematiche a tutti ben note, come le carenze di infrastrutture stradali e informatiche: queste criticità vanno riconosciute e risolte stanziando risorse adeguate».

Attivare i corsi Its post diploma

La terza proposta riguarda gli Its post-diploma, che offrono percorsi altamente professionalizzanti e che stanno diventando un elemento sempre più importante del sistema formativo a sostegno delle aziende. «A causa del progressivo spopolamento – aggiunge il direttore di Cnvv, Aureliano Curini – nelle zone di montagna è sempre più difficile avviare delle classi. Abbiamo quindi chiesto al ministro di rivedere i parametri che stabiliscono la presenza di almeno 20 studenti per attivare i corsi Its. Le nostre aziende, a partire da quelle valsesiane, richiedono profili specializzati e devono poter contare su un’offerta formativa adeguata direttamente sul territorio».

«Su questi temi – conclude Filippa – abbiamo trovato l’apertura di Stefani. Speriamo di vedere tradotte prima possibile in fatti le nostre richieste, che sono dettate dal buon senso e dall’urgenza di mantenere competitivo l’ecosistema delle imprese di montagna. È importante che la strategia in favore della montagna avviata dal Ministero da lei guidato abbia continuità e concretezza. Per questo motivo nei prossimi mesi sono previste nuove iniziative, che riporteranno il tema delle Terre Alte al centro del dibattito politico nazionale».

l.c.

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