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Venerdì Santo, da Romagnano a Matera

Venerdì Santo, da Romagnano a Matera

Anche i novaresi alla performing art condivisa organizzata dalle comunità italiane ed europee del Teatro della Passione.

Ultimo aggiornamento: 24 Marzo alle ore 09:25

Da Romagnano Sesia a Matera con il Venerdì Santo. E’ quanto accadrà in una performing art condivisa, una Passione dal vivo per le strade e nei luoghi più significativi di Matera organizzata dalle comunità italiane ed europee del Teatro della Passione. Un evento straordinario che andrà in scena il 30 marzo a Matera nello spettacolare scenario dei Sassi, Patrimonio Unesco.

Venerdì Santo, presenti anche i novaresi

Da Romagnano saranno presenti Andrea Ioppa, che nelle sacre rappresentazioni di Romagnano è Gesù; la Madonna, Rachele Palestro e suo figlio che interpreta un bambino del popolo.
L’iniziativa, che rientra nelle manifestazioni previste in occasione del grande evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, è promosso da Europassione per l’Italia e rientra nel progetto “Prospettiva Unesco”, proiettato al “Registro delle Buone pratiche di salvaguardia”, istituito con l’articolo 18 dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale del 2003.
La Passione sarà itinerante e si articolerà in diverse stazioni localizzate nei punti più suggestivi dei Rioni Sassi di Matera. La passione verrà ripetuta per tre volte , una delle quali in lingua inglese.
La preparazione dell’evento è già iniziata: tutti i vari sodalizi saranno a Matera per provare le diverse scene. Per l’italia la regia sarà curata da Annamaria Ponzellini, regista ed esperta della comunicazione nell’ambito dei linguaggi espressivi.
Europassione per l’Italia fa parte di Europassion, l’associazione europea che il gruppo italiano ha contribuito a fondare nel 1984 e persegue un progetto di valorizzazione di una delle espressioni più diffuse della cultura della tradizione d’Europa, le Passioni di Cristo. L’obiettivo è far dialogare le comunità sulla base di un elemento condiviso e di proporre il patrimonio culturale di cui sono portatrici d’interesse all’attenzione delle istituzioni politiche e culturali di ognuno dei Paesi aderenti, in funzione di un progetto di salvaguardia che garantisca la vitalità e la trasmissione delle secolari performance, fortemente identitarie, alle giovani generazioni.
Paolo Usellini