iniziativa Iscrivetevi al Gruppo WhatsApp del Corriere di Novara

Progetto Primed: l’Università del Piemonte Orientale parte per l’estero

Progetto Primed: l’Università del Piemonte Orientale parte per l’estero

Progetto Primed: l'Upo parte per l'estero. Il Miur ha stanziato fondi per poter proporre viaggi d'istruzione a docenti e allievi

Ultimo aggiornamento: 07 Febbraio alle ore 09:01

Progetto Primed: l’Università del Piemonte Orientale parte per l’estero.

Progetto Primed

È stato presentato martedì scorso, 5 febbraio, il progetto internazionale “Primed – Prevenzione e Interazione nello Spazio Trans-Mediterraneo”, di cui l’Università del Piemonte Orientale è soggetto capofila.
Il rettore dell’Upo, professor Gian Carlo Avanzi, i due delegati per i Rapporti internazionali professor Gianluca Gaidano e professor Edoardo Tortarolo, il direttore scientifico del progetto, professor Roberto Mazzola e la professoressa Roberta Ricucci, associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Torino, hanno illustrato i dettagli dell’iniziativa agli organi di informazione.

Primed nello specifico

Il progetto Primed è di durata triennale: il finanziamento ottenuto dal Miur consiste in 850.000 Euro per il primo anno e 2 milioni in totale per il secondo e terzo anno, e coinvolge 22 università, di cui 12 italiane e 10 straniere, in particolare atenei di Egitto, Marocco, Tunisia, Libano, Algeria, Ciad e Niger.
L’obiettivo è affrontare in modo interdisciplinare i bisogni conoscitivi e operativi connessi ai processi d’integrazione in Italia e al contrasto alla radicalizzazione, puntando sulla cooperazione scientifica tra Italia e Paesi Oci (Organizzazione per la Cooperazione Islamica). Si mira alla costituzione di una rete interuniversitaria di studenti, ricercatori e docenti, proponendo una formazione dei protagonisti delle politiche di integrazione e del contrasto alla radicalizzazione, ovvero enti territoriali, Prefetture, amministrazione penitenziaria, pubblica sicurezza, scuola, strutture socio – sanitarie, operatori economici; la formazione di dirigenti e personale religioso per l’integrazione delle loro funzioni in Italia.

Le proposte

Più in dettaglio il progetto prevede la realizzazione di diverse iniziative:
– Una summer school su “Integrazione, interpretazione e diritti” dedicata a 20 studenti degli atenei italiani partner;
– Una winter school sul tema della radicalizzazione e del proselitismo jihadista dedicata a dirigenti del sistema penitenziario italiano e dei paesi Oci (nello specifico 10 italiani e 10 marocchini);
– La riattivazione del Master di I livello in Studi sull’Islam d’Europa, realizzato nell’ambito del Fidr, dedicato alla formazione civica e religiosa per il personale delle comunità musulmane e delle associazioni della società civile i cui membri provengano dai paesi Oci;
– Corsi di alta formazione dedicati a operatori della pubblica amministrazione, operatori socio-sanitari, operatori della pubblica sicurezza e agenti di polizia penitenziaria, dirigenti scolastici e insegnanti, operatori socio-economici, personale religioso;
– Un ciclo di 4 corsi congiunti sul tema dell’integrazione nella didattica ordinaria at home and abroad;
– Viaggi di studio verso paesi OCI (in particolare a Beirut per 20 studenti italiani) e verso l’Italia (in particolare a Roma, per 20 studenti degli altri atenei italiani partner e 20 delle università stranieri partner);
– Viaggi per docenti in qualità di visiting professors;

I commenti

“Il Primed – ha spiegato il prof. Mazzola – da un lato vuole incrementare la mobilità accademica di studenti e docenti, dando quindi un contributo all’internazionalizzazione dell’UPpo, dall’altro ha l’obiettivo di rafforzare il ruolo degli atenei italiani nel contesto della ricerca internazionale, promuovere la formazione superiore, ma soprattutto costruire linguaggi e metodi comuni e integrare competenze». «La diffusione dei risultati – ha concluso la prof.ssa Ricucci – avverrà sia attraverso una dedicata piattaforma web, sia attraverso 4 workshop dedicati a: Strumenti teorici e pratici per la comunicazione interculturale; Diritti universali, ruolo attori religiosi e società civile; Normative e policies anti- radicalizzazione; Giurisprudenza, integrazione e radicalizzazione”.