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Storia e cultura

Musica per non dimenticare Auschwitz-Birkenau

Musica per non dimenticare Auschwitz-Birkenau

In memoria di Terezìn, ghetto in cui furono imprigionati migliaia di musicisti, artisti, poeti, letterati.

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre alle ore 09:25

Musica per non dimenticare Auschwitz-Birkenau il 17 ottobre al Cantelli.

Musica per non dimenticare

Nel giorno in cui si ricorda uno dei più tremendi eccidi perpetrati dal regime nazista, quello di Terezin, il conservatorio Cantelli prende parte alle manifestazioni che si svolgono in diverse città d’Italia (Milano, Bologna, Trieste, Gorizia, Pesaro, Benevento) e che vede l’adesione dell’associazione Figli della Shoah. Il 17 ottobre alle 17 all’auditorium Cantelli il musicologo e giornalista Guido Barbieri dialogherà con la musicologa, violinista e compositrice Simonetta Sargenti. Coordina la manifestazione Renato Principe.

Il programma

Per la parte musicale, Iktor Ullman dalla sonata n. 5 op.45 Von meiner Jugend (1943), II Andante, Karen Berman dalla Suite Reminiscenses 1938-45 n. 3 Fabbrica-Germania, n. 7 24 V.1945 Solo – Solo!, Silvia Bandera al pianoforte. Erwin Schulhoff, Concertino per flauto, viola e contrabbasso (1925)  (Andante con moto – Furiant – Andante – Allegro gaio), Tommaso Carzaniga flauto, Tessa Rippo viola, Giorgio Magistroni contrabbasso.

Terezin

Terezín 17/10 prende il nome da un luogo, il ghetto nazista di Terezìn (Theresienstadt in tedesco), in cui furono imprigionati dal 1941 al 1944 migliaia di musicisti, artisti, poeti, letterati. Una fabbrica d’arte che lavorava giorno e notte, come in nessun’altra città europea: centinaia di concerti, decine di opere liriche, spettacoli teatrali e di cabaret, mostre d’arte, film, riviste, conferenze, lezioni. Una produzione culturale ricca, originale, innovativa frutto delle migliaia di artisti boemi, moravi, moldavi, austriaci che la macchina nazista aveva concentrato in un unico luogo. Si trattava però di un meccanismo a tempo determinato che conteneva, già scritta nei propri ingranaggi, una scadenza precisa. Quando il 17 ottobre del 1944 i 1390 artisti di Terezín vennero passati, tutti insieme, per le camere a gas di Birkenau non si verificò solo uno dei più tragici pogrom della storia d’Europa, ma, senza saperlo, le SS fecero sì che le opere di questi artisti divenissero brutalmente postume, abbandonate alla loro spaventosa solitudine. Opere che non avevano radici nella società, ma nella totale abolizione di qualsiasi idea di società.