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Stalking e maltrattamenti, 500 casi in due anni

Stalking e maltrattamenti, 500 casi in due anni

E’ il dato che riguarda il Novarese emerso durante la presentazione del protocollo “Fragilità e speranza”

Ultimo aggiornamento: 11 Marzo alle ore 09:00

Oltre 500 casi di maltrattamenti e stalking nel Novarese negli ultimi due anni; per la precisione 540. E’ il dato emerso, venerdì mattina, Giornata Internazionale della Donna, in occasione della presentazione al Castello di Novara, del protocollo “Fragilità e speranza”, cui si deve la realizzazione, nei locali della Procura di via Brusati, di una nuova aula per l’audizione protetta di persone in condizione di vulnerabilità, donne, anziani, bambini, persone disabili.

Stalking e maltrattamenti, in Procura la nuova aula per l’audizione protetta di persone in condizioni vulnerabili

Oltre 500 casi di maltrattamenti e stalking nel Novarese negli ultimi due anni. A fornire il numero, che non può non preoccupare, il procuratore capo della Repubblica di Novara, Marilinda Mineccia, che ha fortemente voluto l’iniziativa della stanza dedicata alle ‘audizioni protette’. Un risultato, la nuova aula, cui hanno collaborato molte realtà del territorio, dalla Provincia ai Comuni di Novara e di Cerano, insieme al Soroptimist e ad altri enti presenti sul territorio, come la cooperativa che si occupa di SartoriaE’ in via Ansaldi a Novara. «Abbiamo il compito, il dovere, di operare con attenzione ogni giorno, non sottovalutando nulla. E dobbiamo farlo – ha evidenziato Mineccia – anche quando il lavoro è molto». La Procura di Novara è la prima in Piemonte, dopo il capoluogo di regione, Torino, a poter disporre di quest’aula, uno spazio dove poter registrare, audio e video, i racconti delle vittime. «Un aiuto – ha riferito Mineccia – che si aggiunge a un altro strumento molto importante, l’Ufficio sociale della Procura, aperto dieci mesi fa e che funziona a pieno regime».
La stanza è una risorsa fondamentale, che viene in aiuto a persone in difficoltà, che faticano ad aprirsi, a raccontare quanto hanno vissuto, quanto è successo loro.

La strada giusta è fare rete

La strada giusta è quella della sinergia, della collaborazione tra tutti, ossia fare rete. A Novara, ad esempio, proprio in Procura, come illustrato dal procuratore, esiste un team specialistico di magistrati che si occupa di ‘fasce deboli’, quattro sugli otto in servizio, «magistrati che si alternano, in modo che tutti siano pronti a seguire questi casi». Lo stesso accade per la polizia giudiziaria. «Occorre – ha aggiunto Mineccia – fare prevenzione, iniziare dai ragazzi, agire». Un’ulteriore iniziativa che conferma come a Novara esista una rete di soggetti, di associazioni, Forze dell’Ordine, che lavorano insieme, per dare una mano concreta a chi necessita di aiuti, dai Centri anti-violenza, l’ultimo, promosso dal Comune, inaugurato l’8 marzo 2018 in via della Riotta e gestito da Liberazione e Speranza, al Centro d’ascolto per gli uomini, per gli autori di violenza sulle donne, gestito da un’altra realtà novarese, la Cooperativa Elios.
Monica Curino