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Si soffoca con un sacchetto a 18 anni: è Davide Scaldaferri

Si soffoca con un sacchetto a 18 anni: è Davide Scaldaferri

Vani i soccorsi.

Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio alle ore 08:21

Si soffoca con un sacchetto a 18 anni nella sua camera. La vittima si chiama Davide Scaldaferri di Galliate.

Si soffoca con un sacchetto

Un giovane studente di appena 18 anni, Davide Scaldaferri, si è tolto la vita lasciandosi soffocare dopo aver infilato la testa in un sacchetto. La tragedia è accaduta a Galliate, nel Novarese. Se da subito si era parlato di dissidi con i genitori a causa della scuola, ciò è stato poi smentito direttamente da un familiare. Non sono ancora pertanto chiare le cause che hanno portato il ragazzo al terribile gesto.

E’ accaduto nella sua camera

Ritiratosi, nella sua camera, il ragazzo si è tolto la vita lasciandosi soffocare. A scoprire il corpo senza vita sono stati gli stessi genitori, che hanno dato l’allarme al 118: ma ormai era troppo tardi. Un dramma i cui contorni, come accennato, devono ancora essere chiariti.

Lascia la mamma Antonietta, il papà Domenico e il fratello Leonardo. Il funerale si terrà domani, sabato 16 febbraio 2019 alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Galliate.

 

Un commento

Queste sono tragedie che non trovano spiegazioni logiche. Il ragazzo potrà anche avere disatteso le aspettative sue e dei suoi genitori sul rendimento scolastico, ma non per questo devono scoppiare in famiglia delle vere e proprie discussioni. Quando un giovane non rende a scuola, ci possono essere mille motivi, occorre conoscerlo bene (non tutti i genitori lo sanno fare), stargli vicino e stimolarlo perché sappia dare il meglio di sè. Se proprio non si riesce a interessarlo maggiormente allo studio, meglio è che si appresti a imparare un mestiere; oggigiorno ce ne sono alcuni ben remunerati che non sono coperti dalle nuove leve, in quanto, la formazione professionale è perlomeno inadeguata. A questi giovani, se non sono bravi a scuola, potrebbe essere molto utile avviarli a una attività lavorativa che li faccia sentire adeguati e realizzati, lo studio non può essere tutto e un posto di lavoro serio è certamente capace di sostituire degnamente il “famoso pezzo di carta”. Mi dispiace per questo fatto che mi ha impressionato in modo particolare, e purtroppo, ai genitori sembrerà di essere stati loro ad aver utilizzato quel maledetto sacchetto.