iniziativa Simpatiche Zampette: gioca con il Corriere di Novara
Il caso

Scarcerano a Novara un esponente della ‘ndrangheta e lo arrestano poco dopo

Scarcerano a Novara un esponente della ‘ndrangheta e lo arrestano poco dopo

Nel giro di due giorni Paviglianiti è tornato in prigione

Ultimo aggiornamento: 08 Agosto alle ore 15:58

Scarcerano a Novara Domenico Paviglianiti, ma poi la Procura di Bologna ordina un ulteriore arresto per l’ex esponente della cosca ‘ndranghetista dei Paviglianiti.

Scarcerano a Novara Paviglianiti

Ha fatto notizia la scarcerazione di un detenuto della casa circondariale di Novara esponente di spicco della cosca ‘ndranghetista dei Paviglianiti, già influente sulla zona di Melito Porto Salvo e con ramificazioni al Nord, in particolare nelle province di Milano e Como. Il gup di Bologna, martedì 6 agosto ha infatti accolto il ricorso presentato dai legali di Domenico Paviglianiti, classe 1961, e ha disposto la rideterminazione della pena dell’ergastolo, alla quale era stato condannato in trent’anni di carcere. Avendo già espiato tutta la pena, l’uomo è stato quindi scarcerato.

Ma poco dopo la Procura ordina un nuovo arresto

Tuttavia la Procura della Repubblica di Bologna, ritenendo che una delle condanne passate in giudicato compresa nel cumulo di reati per il quale era arrivato l’ergastolo si riferiva in realtà a fatti commessi dopo l’estradizione concessa dalla Spagna (dove Paviglianiti fu arrestato la prima volta), ha rideterminato un nuovo cumulo di pene. L’uomo è stato quindi condannato con fine pena fissata per il 2027.

I carabinieri intervengono a Novara

I carabinieri stavano monitorando Paviglianiti dal momento della sua scarcerazione e sono quindi riusciti in breve tempo a localizzarlo a Novara. Grazie alla collaborazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Novara e della Squadra mobile di Novara l’uomo oggi è stato bloccato, arrestato e ricondotto in carcere. Paviglianiti è ritenuto uno dei componenti del commando che a Bologna, nel 1989, uccise con numerosi colpi d’arma da fuoco mentre rientrava in carcere dopo un permesso premio, il pregiudicato calabrese Felice Domenico Valente.