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Rubano al cimitero di Borgo Ticino: “E’ la quarta volta che portano via la foto di papà”

Rubano al cimitero di Borgo Ticino: “E’ la quarta volta che portano via la foto di papà”

Nel mirino la foto dell'ex vicesindaco Bocchetti

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio alle ore 08:00

Rubano al cimitero del paese per dispetto. Sottratta più volte l’epigrafe dell’ex vicesindaco Bocchetti.

Un caso che fa discutere

E’ un caso davvero preoccupante quello che in questi giorni è stato denunciato dalla famiglia dell’ex vicesindaco borgoticinese e cassiere del circolo del Pd Graziano Bocchetti. L’epigrafe con la foto dell’uomo, scomparso il 22 dicembre dello scorso anno, è stata ripetutamente rubata dalla tomba di famiglia, all’interno del cimitero del paese. “La prima volta – racconta la figlia Serena – pensavamo che a portare via la foto di papà potesse essere stato il vento. Ma poi è successo altre quattro volte, sempre con le stesse modalità”.

Rubano al cimitero sempre con le stesse modalità

Le modalità di azione dei ladri sembrano sempre le stesse. “Nel fine settimana – prosegue la figlia di Bocchetti – probabilmente sfruttando il momento di maggiore afflusso dei cittadini al cimitero, qualcuno strappa l’epigrafe e se ne va, indisturbato, come se nulla fosse. Una volta è successo che mia madre andasse a trovare papà sulla sua tomba: quando è arrivata la foto era lì, quando poi è tornata sul posto, pochi minuti dopo, l’epigrafe era sparita. Non essendoci ancora l’incisione sulla pietra, capita che quando l’epigrafe sparisce qualcuno ci chiami per dirci: “Ma avete spostato Graziano? Dov’è la sua tomba?”. E’ una cosa terribile, e avviene probabilmente per un dispetto di qualche insensibile”.

Le telecamere non possono essere d’aiuto

Per cercare di risalire all’identità dei ladri di foto, la famiglia si è informata anche sulla presenza di immagini di sorveglianza nel cimitero. “Abbiamo scoperto – continua la figlia Serena Bocchetti – che le telecamere però riprendono solo l’ingresso dell’area. E quindi diventa difficile riuscire a risalire all’identità di chi commette questo gesto. Abbiamo contattato anche il sindaco Alessandro Marchese, e lui da parte sua ha pubblicato un annuncio su Facebook e all’ingresso del cimitero per mettere in guardia da episodi come questo. Credo che ora sia il caso di fare qualcosa di più: un episodio simile era accaduto anche per la tomba di Gennaro Mastroianni, dalla quale erano state portate via le mostrine da parà, penso che sia davvero terribile venire a sapere che qualcuno possa compiere gesti simili”.

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