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Il dramma a Novara

Pregate per il mio bambino: l’appello di mamma Alessia

Pregate per il mio bambino: l’appello di mamma Alessia

Il piccolo è rimasto coinvolto nell'incendio a Sant'Agabio ed è in condizioni gravissime.

Ultimo aggiornamento: 08 Luglio alle ore 16:26

Pregate per il mio bambino: l’appello per il piccolo Daniele della mamma Alessia.

Pregate per il mio bambino

Nell’incendio divampato a Sant’Agabio mercoledì 3 luglio sono rimasti coinvolti due bimbi: Elia di un anno è salvo e sta bene, Daniele sta lottando per vivere. “Le sue condizioni sono stazionarie – racconta la mamma Alessia – il suo cuoricino batte, ma il cervello ancora non risponde. In questo momento sono distrutta: un figlio ce l’ho e l’altro no. Vorrei che la gente invece di parlare inutilmente e di accusare, mi stesse vicino e pregasse per il mio bambino. Ho tutto il mondo contro, ma nessuno sa cosa sia successo in quei pochi maledetti minuti in cui mi sono allontanata da casa. Non lascio mai i miei figli da soli, se non ci sono io, ci sono mio nonno e mia zia che vivono con noi. le indagini sulle cause e sui fatti sono anocra in corso. Posso solo sperare che Daniele si riprenda e devo ringraziare i medici che stanno facendo tutto il possibile. Daniele non deve arrendersi”.

I fatti

E’ scoppiato in via della Riotta 6, nel pomeriggio di mercoledì 3 luglio intorno alle 15.20,  un incendio che ha intaccato l’intero edificio: iniziato nell’appartamento posto al primo piano e collegato con una scala interna al sottotetto, ha poi coinvolto anche buona parte della copertura dell’edificio, nonché la sottostante area mansardata. A «buttarsi» letteralmente all’interno dell’abitazione sono stati il tunisino Mohamed Tahar Borji, 38 anni, e il marocchino Adil Brizza di 32 anni che hanno sfidato le fiamme e il fumo, per trovare e portare i bambini all’esterno della struttura, consegnandoli poi al personale medico del 118. I piccoli sono stati portati all’ospedale Maggiore per le cure del caso; il bimbo di un anno è stato poi trattato in camera iperbarica nella struttura de I cedri a Fara Novarese per intossicazione provocata da monossido di carbonio, e poi riportato al Maggiore dove è ancora ricoverato in condizioni stabili. Il fratellino è stato rinvenuto dai soccorritori in arresto cardiaco e trasferito alla rianimazione dell’ospedale di Novara in gravissime condizioni, avrebbe dovuto essere trasferito al Cto di Torino, ma una crisi non lo ha permesso. E nel pomeriggio del 4 luglio le condizioni si sono ulteriormente aggravate.