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Mazzette per permessi di soggiorno ai cinesi: rete estesa anche a Novara

Mazzette per permessi di soggiorno ai cinesi: rete estesa anche a Novara

Documenti taroccati per immigrati: un rinnovo costava 3000 euro.

Ultimo aggiornamento: 06 Maggio alle ore 14:45

Mazzette per far ottenere a immigrati cinesi permessi di soggiorno contraffatti. Accuse pesantissime quelle che hanno portato a un’inchiesta che coinvolge tre province e che vede coinvolti anche due agenti della polizia locale di Bergamo, il comandante dei Vigili di Orio al Serio e un segretario comunale di diversi paesi dell’hinterland e delle valli. A portare avanti le indagini è stata la Squadra mobile di Bergamo, all’interno dell’operazione Yuan. Lo riportano i colleghi di giornaleditreviglio.it

Tre anni di indagini

Sono dieci complessivamente gli indagati, cinque in carcere e cinque ai domiciliari. Le accuse sono di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, corruzione e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Le indagini proseguivano da tre anni, dopo una segnalazione all’ufficio Immigrazione della Questura. Secondo i magistrati, in sostanza, due degli indagati, un cinese e una brasiliana, avevano messo in piedi un sistema per fornire falsi certificati di residenza, con la complicità di alcuni funzionari pubblici, al fine di far ottenere a i loro clienti – soprattutto cinesi – permessi di soggiorno.  La rete si estendeva anche alle province di Milano e Novara. Tra i coinvolti come detto anche un segretario comunale della bergamasca, un funzionario in servizio in Questura a Bergamo e diversi tra dirigenti e agenti delle Polizie locali di Bergamo e di alcuni Comuni della zona.

Novemila euro per un ricongiungimento

A beneficiarne, soprattutto, “clienti” cinesi, che l’agenzia di pratiche amministrative dei due stranieri coinvolti. Arrivati in Italia, venivano alloggiati temporaneamente in appartamenti di Bergamo, ma solo per le poche settimane necessarie ad ottenere la residenza. Pare che spendessero circa 9 mila euro mentre per ottenere un ricongiungimento familiare dalla Cina, mentre il rinnovo del permesso di soggiorno costava attorno ai 3 mila euro.

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