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Il caso

Comitato aerei Varallo Pombia contro il Bridge: “Troppi disagi”

Comitato aerei Varallo Pombia contro il Bridge: “Troppi disagi”

Anche dopo la fine dei tre mesi di sperimentazione, le criticità non sono finite

Ultimo aggiornamento: 06 Novembre alle ore 07:00

Comitato aerei Varallo Pombia traccia un bilancio degli ultimi tre mesi di operazione Bridge, nel corso dei quali gli aerei di Linate sono stati dirottati su Malpensa.

Comitato aerei Varallo Pombia all’attacco

l Comitato dei cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa fa un resoconto sul “Bridge”, la chiusura dell’aeroporto di Linate e il trasferimento dei voli a Malpensa, iniziato il 27 luglio e terminato da pochi giorni, il 27 ottobre. “Abbiamo avuto modo di leggere sulla stampa nazionale e locale articoli entusiastici sui suoi risultati – racconta il presidente Ferruccio Gallanti – in termini di passeggeri trasportati, di movimenti raggiunti, dal traffico dell’aviazione commerciale e generale, di acclarate potenzialità dell’aeroporto, di calcetti balilla che resteranno ad uso dei passeggeri, di code chilometriche di passeggeri per prendere un caffè al bar e non da ultimo, di una conseguente capacità dell’aeroporto di espandersi e di aumentare il traffico sul territorio. Non una sola riga è stata spesa nel menzionare i danni diretti e indiretti che sono stati generati dal “Bridge”: alla salute e al benessere fisico e psichico della popolazione, piemontese e lombarda, che vive intorno al sedime dell’aeroportuale, all’ambiente circostante l’aeroporto, visto che lo stesso insiste su un parco naturale che è riserva dell’Unesco ormai da un decennio”.

Ma le criticità sono ancora sotto gli occhi di tutti

Il gruppo varalpombiese denuncia gravissime problematiche, che sono quotidianamente davanti agli occhi di tutti i cittadini e che avrebbero dovuto esserlo prima, durante e dopo il “Bridge” agli occhi di coloro che siedono negli uffici del gestore aeroportuale, degli enti di controllo del traffico aereo e dell’autorità dell’aviazione civile. Inoltre, secondo il Comitato il Bridge risulterebbe essere stato effettuato in assenza di tutta una serie di adempimenti preliminari che dovevano essere eseguiti: nessuna curva di isorischio-rischio terzi, complessiva e relativa al traffico quotidiano è stata predisposta; nessuna mappa del rischio aeronautico terzi, relativa al sovraccarico di voli aggiuntivi per i tre mesi del trasloco da Linate a Malpensa; la mancata verifica, in sede di Commissione aeroportuale, e conseguente applicazione delle procedure antirumore di decollo ICAO identificate come “Noise Abatement Departure Procedure – NADP 1 e NAPD 2”, note per il ridotto impatto acustico sul territorio e comunità circostante l’aeroporto; la mancata adozione del modello matematico di calcolo delle emissioni acustiche ed ambientali AEDT (Aviation environmental design tool) in sostituzione del modello INM (Integrated noise model) ormai superato, obsoleto e del tutto inidoneo.

Un lungo elenco di problemi

Per il Comitato sono poi molto gravi l’assenza della valutazione di impatto ambientale associata al Masterplan vigente; la mancata presentazione, da parte di Enac, Enav e Sea, degli scenari relativi al rischio aeronautico, al rischio terzi, nonché delle curve di isorischio riguardanti i volumi di traffico esistenti; il mancato adeguamento della mappa acustica aeroportuale in LVA, in relazione al traffico vigente ed in relazione all’utilizzo alternato delle due piste; la mancata analisi e verifica preventiva dell’impatto acustico generato dai voli traslocati da Linate e degli eventuali scenari diversificati, relativi all’utilizzo liberalizzato e con una alternanza differenziata delle due piste; la mancata analisi preventiva delle ricadute acustiche, associate al differenziato utilizzo delle radiali SID (Standards instrumental departure) 280°/310° e 320°, prospettate per il trasferimento della operatività dell’aeroporto di Linate sull’aeroporto di Malpensa; il mancato adeguamento del piano di rischio (articolo 707 Codice di navigazione) per quanto attiene il Comune di Lonate Pozzolo; la mancata analisi e verifica preventiva dello scenario ritenuto di “operatività” prevalente nei tre mesi di extra-attività, in relazione ai livelli di sicurezza e delle curve di isorischio complessive, in adempimento del dettato di cui all’articolo 715 del Codice della navigazione.

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