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Coccia: parla l’ex direttrice Rapetti: «Non sono miei gli spettacoli con pochi spettatori»

Coccia: parla l’ex direttrice Rapetti: «Non sono miei gli spettacoli con pochi spettatori»
Ultimo aggiornamento: 05 Marzo alle ore 00:25

«In cinque anni ho sempre chiuso in attivo»

Torna a parlare in forma ufficiale l’ex direttrice del Teatro Coccia Renata Rapetti ed è un fiume in piena. In una conferenza stampa, svoltasi lunedì mattina, ha voluto replicare ad alcuni interventi usciti sui media, che negli ultimi giorni l’hanno chiamata in causa. Il primo quello riguardante la vicenda dei biglietti “alterati”, (termine usato dall’ex presidente Manfredda) in merito ad alcuni recenti spettacoli: «La nuova direttrice Corinne Baroni, ho letto, ha dichiarato, in merito alla questione, che vi era un quantitativo di biglietti a disposizione per uso promozionale e che era consuetudine del teatro Coccia usarlo, come nel caso delle opere contestate a causa del poco pubblico presente. Smentisco questa circostanza. Ho letto di cifre varie, prima 11 mila e poi 7 mila euro, stanziate questo scopo. Forse si parla dei cosiddetti biglietti di cortesia che alle “prime”, per questioni legate al Siae, si danno ai parenti dei cantanti e ad altri invitati. Mi sembrano cifre alte». In merito alla dichiarazione, sempre resa dalla nuova direttrice Baroni «relativa al fatto che gli spettacoli con pochi spettatori, lei gli ha ereditati da me, non è esatto. Questa è la stagione di Matteo Beltrami, come lui stesso ha dichiarato ad alcuni media nel mese di aprile. I tre spettacoli definiti “deboli” sono l’opera “Gianni Schicchi” aggiunta da Beltrami, la sinfonica “Meno grigi più Verdi”, aggiunta anche questa da Beltrami. Non capisco perché, visto poi che il contributo ministeriale era già stato dato. L’opera contemporanea “Fantasio e Fortunio” invece l’avevo scelta io. Ogni anno siamo tenuti, su indicazione ministeriale, a proporre un’opera contemporanea. Nelle precedenti stagioni, per evitare che il teatro fosse deserto, avevo sempre affiancato alla proposta dell’opera lirica contemporanea, un avvenimento o una regia di un personaggio famoso che attirava pubblico. Quest’anno si è scelto di non fare questo tipo di promozione. Inoltre hanno cambiato il regista da me scelto. In cinque anni ho sempre chiuso in attivo».

«Bisogna creare le condizioni perché vi sia pubblico»

Proprio il rapporto con il direttore di orchestra Matteo Beltrami è ritornato più volte a essere citato durante la conferenza. «Io ho lasciato il Coccia a fine febbraio del 2018. Nei mesi precedenti avevo discusso molto con Beltrami. Voleva fare la sinfonica ed io gli avevo spiegato che con la situazione economica che avevamo, con l’impegno a pagare il mutuo del debito ereditato, bisognava che ci fosse un ritorno. Un’orchestra costa almeno 12mila euro e il pubblico che viene non è numeroso. Gli spettacoli si fanno ma bisogna creare le condizioni che vi siano spettatori. Per poter proporre la sinfonica mi ero inventata l’abbinamento con personaggi famosi. Concerto con musiche di Gershwin e Ivano Fossati che raccontava la vita del compositore statunitense. Concerto di Mendelssohn con Lucilla Giagnoni, bravissima attrice, novarese, che ha portato tanto pubblico. Quest’anno per il concerto di musiche di Beethoven era stato chiamato un bravo giornalista come Nuzzi ma lo hanno fatto parlare del Papa e di Mozart».

In merito alla sua esperienza di gestione l’ex direttrice ha aggiunto: «Ringrazio tutti i mecenati che in questi anni ci sono stati vicini e hanno dato tanto per il teatro».

Da segnalare che a inizio conferenza si è presentata Silvana Sateriale, responsabile amministrativa della Fondazione Teatro Coccia, accompagnata da un avvocato. Di fronte alle perplessità dei giornalisti presenti e di Renata Rapetti, Silvana Sateriale ha deciso di non assistere alla conferenza stampa.

m.d.