Percorso partecipativo

A Cameri il workshop VISTA Ticino sulla gestione dell’acqua

Enti, tecnici e amministratori hanno esaminato scenari climatici, biodiversità e coordinamento tra aree confinanti.

A Cameri il workshop VISTA Ticino sulla gestione dell’acqua

Si è svolto a Villa Picchetta, a Cameri, il primo dei tre workshop territoriali organizzati nell’ambito del progetto Interreg VISTA TICINO, promosso dall’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore con il supporto di Fondazione LINKS. L’incontro ha riunito enti, tecnici, amministratori e portatori di interesse per esaminare le prospettive della risorsa idrica nel bacino del Ticino, alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli appuntamenti hanno carattere tecnico, conoscitivo e informativo e non costituiscono tavoli politici o decisionali. L’obiettivo è favorire il confronto tra i soggetti attivi sul territorio, collegare esperienze e progetti già esistenti e raccogliere contributi utili alla definizione degli esiti del progetto e, in prospettiva, alla costruzione di un possibile Contratto di Fiume.

Acqua e cambiamenti climatici

Dopo la presentazione del progetto e del percorso verso il Contratto di Fiume, Martina Spada dell’Istituto Oikos ha illustrato il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Ticino 2021-2031. Nel suo intervento è stata sottolineata la necessità di una governance capace di considerare il corso d’acqua nella sua interezza, superando i confini amministrativi tra Piemonte, Lombardia e Canton Ticino.

Francesco Tornatore, dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, ha approfondito gli scenari attesi per il bacino nei prossimi decenni. La progressiva riduzione dell’innevamento alpino potrebbe modificare il regime delle portate e la disponibilità della risorsa, alternando periodi siccitosi e temperature elevate a precipitazioni più intense e concentrate. Le conseguenze riguarderebbero gli ecosistemi, l’agricoltura, gli usi civili e la gestione del rischio idraulico.

Paolo Mancin, della Regione Piemonte, ha presentato gli strumenti di governance già attivi, soffermandosi sul ruolo della Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere e della Commissione per la regolazione dei livelli del Lago Maggiore. Stefania Poma, dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, ha invece analizzato il rapporto tra disponibilità idrica, biodiversità ed ecosistemi acquatici.

Dalla discussione alla visita sul territorio

La giornata ha compreso anche una visita alla Diga della Miorina, accompagnata da Giuseppe Alampi del Consorzio del Ticino. I partecipanti hanno approfondito il funzionamento dell’infrastruttura e il sistema di regolazione dei livelli del Lago Maggiore e delle portate del Ticino, collegando gli scenari esaminati durante il workshop alla gestione concreta del bacino.

Nel pomeriggio gli stakeholder hanno raccolto osservazioni attraverso un questionario dedicato a percezioni, criticità, priorità, progetti e possibili ambiti di collaborazione. I contributi saranno analizzati insieme a quelli dei prossimi incontri, dedicati a turismo sostenibile, mobilità dolce, agricoltura sostenibile e gestione delle risorse naturali.

Il percorso VISTA TICINO rientra nell’Iniziativa Ticino, che coinvolge soggetti italiani e svizzeri con l’obiettivo di rafforzare la governance del corridoio ecologico e promuovere una visione unitaria del fiume. Il prossimo appuntamento è previsto il 29 ottobre 2026 a Villa Picchetta, mentre il terzo workshop si terrà il 5 novembre 2026 e sarà dedicato all’agricoltura sostenibile e alla gestione delle risorse naturali.