Si avvicina al 20 agosto l’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Novara nell’inchiesta sulla morte di Jason, il bambino di sette mesi deceduto a Borgomanero. Per il decesso sono accusati di maltrattamenti i genitori, Vito Dolce e Carmen Marotta.
Il confronto giudiziario si concentrerà sull’interpretazione del quadro medico e, in particolare, sulla contestazione dell’aggravante dell’evento morte prevista dal terzo comma dell’articolo 572 del codice penale. La difesa intende sostenere che non vi sia un collegamento causale tra i lividi attribuiti a presunte percosse e il decesso del bambino.
La linea degli avvocati
Secondo gli avvocati Lorenzo Sozio e Leopoldo Catena, la ricostruzione della procura non troverebbe riscontro nel provvedimento emesso durante la fase cautelare. I legali sostengono infatti che il giudice per le indagini preliminari di Novara, pur disponendo la misura cautelare, avrebbe escluso il nesso causale tra le ipotizzate percosse e la morte.
La difesa richiama gli elementi medico-legali contenuti negli atti del procedimento. Il quadro indicato dai legali comprende una insufficienza respiratoria acuta terminale, inserita in un contesto clinico segnato dal reflusso gastroesofageo e dalle manovre rianimatorie eseguite nel tentativo di salvare il piccolo.
Il nodo dell’evento morte
Per gli avvocati, l’udienza dovrà quindi concentrarsi sui dati scientifici e sulle conclusioni già riportate nei provvedimenti giudiziari, senza sovrapporre automaticamente la presenza dei lividi alla causa del decesso. La loro posizione è che l’aggravante dell’evento morte non possa essere riconosciuta in assenza di un accertato rapporto causale.
Sozio e Catena hanno ribadito la necessità di un accertamento fondato sugli atti e sulla scienza, sottolineando che la tragedia che ha coinvolto il bambino non dovrebbe tradursi automaticamente in una responsabilità dolosa aggravata. Sarà il giudice per l’udienza preliminare a valutare le contestazioni e gli elementi raccolti nel procedimento.