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Vittime delle mafie: a Novara la Giornata della memoria e dell’impegno

Vittime delle mafie: a Novara la Giornata della memoria e dell’impegno

Appuntamento con Libera giovedì 21 marzo.

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo alle ore 09:42

Il 21 marzo Novara diventerà la capitale regionale della legalità. Sarà infatti proprio la nostra città la sede prescelta a livello regionale da Libera per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie.

980 nomi letti a voce alta in piazza Martiri

Un appuntamento, giunto alla 24ª edizione, «in cui restituiremo la dignità del nome e del cognome a tutte le vittime innocenti delle mafie – ha ricordato Maria Josè Fava, referente regionale di Libera – Il loro elenco, purtroppo, diventa sempre più lungo: saranno 980 i nomi che saranno letti a voce alta a Novara. Si tratta di tanti esponenti delle forze dell’ordine, magistrati, politici, sindacalisti, imprenditori… Ma anche tanta gente “comune”, cittadini come noi, 130 dei quali sotto i 18 anni».  La Giornata, ha sottolineato Fava, «è un momento fondamentale per ribadire con forza l’importanza della lotta alle mafie e alla cultura mafiosa. Dobbiamo gridarlo, perché la mafia vive nel silenzio e ha paura di chi fa rumore. Ogni realtà è diversa, ma è importante non sentire lontani certi fenomeni».

«La mafiosità è uno stato culturale»

«Siamo soddisfatti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Emilio Iodice – del fatto che la nostra città, capoluogo di un territorio di confine e crocevia per la criminalità, dove non sono purtroppo mancati episodi giudiziari che hanno evidenziato matrici criminali di stampo mafioso con legami estesi ad altre regioni, sia stata scelta per il Piemonte a unirsi, il 21 marzo, a quei quattromila luoghi nei quali, a livello nazionale, saranno ricordate le oltre novecento vittime delle mafie. Ritengo che la manifestazione rappresenti il momento nel quale la società civile novarese potrà dire un no forte e chiaro non solo a questa e a tutte le forme di criminalità e di sopruso delle libertà individuali e del rispetto della legge, ma anche a qualsiasi genere di atteggiamento che, partendo dai piccoli gesti quotidiani, si possa rendere complice di questa mentalità».
Da parte sua, il referente cittadino di Libera Ryan Coretta ha ricordato che quella del sodalizio fondato da don Luigi Ciotti «è soprattutto un’attività culturale. Noi abbiamo il dovere di fare cultura perché la mafiosità è prima di tutto uno stato culturale».
E a Novara, come ha detto l’assessore alla Sicurezza Mario Paganini, «la cultura antimafia esiste. Ma esiste anche una “coltura” dell’antimafia, grazie al lavoro capillare e congiunto di forze dell’ordine e Procura».
Coretta ha ringraziato anche la Fondazione Banco popolare di Novara, «che da anni cammina al nostro fianco», la Fondazione Comunità del novarese, «che ha scelto di unirsi a questo viaggio», e la Camera di commercio.
Per conoscere tutto il programma della giornata, consultare il sito www.liberapiemonte.it
l.c.