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Violenza donne: eccome come la combatte WeWorld

Violenza donne: eccome come la combatte WeWorld

Numeri sul fenomeno e strategie per contrastarlo.

Ultimo aggiornamento: 08 Febbraio alle ore 08:11

Violenza donne: eccome come la combatte WeWorld. Numeri sul fenomeno e strategie per contrastarlo. Il servizio dei colleghi di notiziaoggivercelli.it 

Violenza donne: eccome come la combatte WeWorld

WeWorld onlus è una realtà che opera a sostegno delle vittime di violenza a Roma ed in altre città e che ha in essere diversi progetti su questo delicato fronte. Pubblichiamo le dichiarazioni  del presidente Marco Chiesara sul caso di Vercelli e un estratto della documentazione nata dalla loro esperienza (alleghiamo anche il documento originale da scaricare per chi fosse interessato.

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“Una delle centinaia di vittime”

La terribile vicenda di Simona Rocca ha prevedibilmente toccato l’opinione pubblica con una forza particolare – ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld Onlus – Si tratta purtroppo di un episodio di una violenza tristemente nota a noi operatori del settore, uno tra le centinaia che vediamo ogni anno”.

A fianco di donne e bambini

“Come WeWorld siamo da sempre a fianco delle vittime di violenza domestica, donne e bambini soprattutto, da vent’anni lavoriamo per dar voce alle donne che combattono da sole le loro battaglie personali, sostenendole nelle loro spesso inascoltate richieste di aiuto. Ma per fare questo è necessario un cambiamento di rotta che affonda le radici nella cultura e nel modo di pensare: oggi più che mai è fondamentale guidare le nuove generazioni al rispetto delle differenze di ogni tipo, incluse quelle di genere, tenendo sempre presente che l’educazione al rispetto deve nascere in primo luogo all’interno del nucleo familiare”.

Una strada lunga e complessa

“Ecco perché – ha concluso Chiesara – la strada per raggiungere la vera parità di genere è lunga e complessa: attraverso il nostro lavoro e le nostre campagne di sensibilizzazione ribadiamo che la violenza si combatte con la prevenzione e che la prevenzione passa necessariamente da una corretta educazione”.

I numeri di un fenomeno devastante.

WeWorld Onlus, è un’organizzazione non governativa che da quasi 20 anni si occupa di difendere i diritti di donne e bambini in Italia e nel Mondo. L’organizzazione dà alcuni numeri legati a questo fenomeno.

In Italia solo l’11% delle donne che subiscono violenza lo denuncia l’accaduto, il 40% addirittura non parla con nessuno di quello che ha subito, in tutta la sua vita.

Sono 6 milioni di vittime negli ultimi anni. Molte di queste donne sono madri, i cui bambini diventano a loro volta vittime di violenza assistita o subita. Si pensa che dal 2006 al 2014 agli episodi di violenza assistono nel 65,2% dei casi i figli. Nel 25% di questi anche i figli subiscono violenza

Una recente ricerca di WeWorld Onlus stima che siano 145.000 i bambini che hanno assistito in un anno ad almeno un episodio di violenza sulla propria madre e 53.000 quelli che, sempre in un anno, hanno subito direttamente la violenza.

Queste violenze si consumano nel più totale silenzio.

Un programma con due anime fondamentali

L’azione dell’organizzazione si svolge con due progetti

SOStegno Donna all’interno del Pronto Soccorso di Roma;
Spazi Donna WeWorld Onlus: centri inseriti in quartieri particolarmente disagiati per le donne a rischio di violenza, a Roma, Napoli e Palermo.

Lavorando con queste modalità WeWorld ha sperimentato diverse casistiche.

Il Pronto Soccorso sportello d’aiuto

Le vittime che arrivano al Pronto Soccorso, spesso di notte e spesso accompagnate dal partner maltrattante, non sempre trovano personale medico preparato a riconoscere la violenza, ancor di più quando questa è negata dalla stessa vittima.

Le donne maltrattate ricorrono ai servizi sanitari con una frequenza 3 volte maggiore rispetto alle donne che non subiscono violenza; il numero di vittime che si rivolge al Pronto Soccorso è nettamente superiore a quello delle donne che si recano alla Polizia, ai consultori, ai servizi sociali e ai servizi messi a disposizione dal volontariato; l’autore delle lesioni solo raramente viene riportato nelle schede cliniche dal medico di turno al Pronto Soccorso.

“Il Pronto Soccorso è dunque il luogo dove si può far emergere la violenza e dove poter avviare un’organica risposta, anche sul piano psico-sociale, costruendo la rete con il territorio, i distretti, i medici di medicina generale, i consultori, coinvolgendo anche il privato sociale e l’associazionismo femminile”.

Il contesto sociale

La violenza contro le donne colpisce tutte, trasversalmente a dove vivono, all’età e alla classe sociale. Si concentrano però in misura maggiore in contesti di forte disagio sociale. “Per esempio: concezione della famiglia come sfera privata assoggettata al controllo dell’uomo, ammissibilità della violenza come modalità di risoluzione dei conflitti, bassa istruzione (fattori culturali), dipendenza economica delle donne dagli uomini, restrizioni di accesso all’occupazione…”.

Nei contesti più critici: bassa alfabetizzazione, povertà, ndisoccupazione, criminalità, struttura familiare patriarcale, la violenza sulle donne, fisica, economica e psicologica, è particolarmente diffusa, ma ben poco riconosciuta come tale.

“In questi contesti, quindi, la violenza sulle donne è talmente diffusa da essere accettata, ma molto spesso persino non riconosciuta, neppure dalle vittime stesse”.

L’obiettivo principale

“WeWorld – spiegan0 dall’organizzazione – crede che sia indispensabile far emergere il sommerso di questo fenomeno e offrire un aiuto concreto alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Per questo, oggi il nostro intervento continua e siamo presenti anche nei quartieri più problematici: a Napoli (Scampia), a Palermo (Borgo Vecchio) e a Roma (San Basilio)”.

Abbiamo creato degli spazi per le donne a rischio di violenza e in situazioni di disagio, dove realizziamo attività per fornire loro gli strumenti necessari per diventare più autonome e consapevoli dell’essere prima di tutto donne e poi anche mamme, mogli, figlie ed essere così in grado di prendersi cura di se stesse e anche dei propri figli”.

IL DOCUMENTO ORIGINALE DI WEWORLD