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lago maggiore

Statale 34, niente stato di emergenza

Statale 34, niente stato di emergenza

La richiesta era stata avanzata dall’allora presidente Sergio Chiamparino a dicembre 2018.

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto alle ore 08:30

Statale 34: il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli ha spento nei giorni scorsi le residue speranza di concessione.

Statale 34, niente stato di emergenza

Niente concessione dello stato d’emergenza per la statale 34 del Lago Maggiore, chiesto dall’allora presidente Sergio Chiamparino a dicembre 2018. La richiesta d’emergenza, spiega Borrelli nella risposta recapitata nei giorni scorsi in Regione, «non è riconducibile ad uno specifico evento, ma appare trarre origine da situazioni datate nel tempo e, quindi, le condizioni di dissesto del versante non costituiscono un evento imprevisto e imprevedibile». Si ravvisa altresì – aggiunge Borrelli -, una condizione di pericolosità potenziale senza riscontrare, tuttavia, carattere d’imminenza e ciò trova riscontro nella totale assenza d’interdizione o di ordinanze da parte degli entri preposti».

Statale 34, “nessuna ordinanza di chiusura o di limitazione del traffico”

Ai sindaci da Cannobio a Ghiffa Borrelli rimprovera di non aver mai disposto ordinanze di chiusura o di limitazione del traffico permanenti, le sole che avrebbero giustificato la concessione dello stato d’emergenza. Comuni e Regione, conclude Borrelli, rimangono i soli responsabili dell’incolumità dei residenti e delle persone in transito su mezzi pubblici e privati. Un problema che non verrebbe risolto dalla «possibilità di disporre di deroghe per accelerare i lavori di messa in sicurezza». Che i 25 milioni di euro di fondi Fsc (sviluppo e coesione) messi a disposizione dalla precedente amministrazione regionale non potessero essere sbloccati dalla concessione dello stato d’emergenza l’avevano intuito i sindaci che, giovedì 8, s’erano sentiti proporre dalla Regione di anticipare i soldi ed eseguire direttamente il taglio della vegetazione infestante sui versanti in attesa d’essere rimborsati quando  i 25 milioni fossero stati effettivamente disponibili.