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Sfrattate a Dormelletto: “Il parroco ci vuole cacciare di casa”

Sfrattate a Dormelletto: “Il parroco ci vuole cacciare di casa”

La vicenda fa discutere tutta Dormelletto

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile alle ore 07:00

Sfrattate a Dormelletto: l’appello delle sorelle Ferro che chiedono di non lasciare la casa parrocchiale.

Sfrattate a Dormelletto: dovranno lasciare la casa parrocchiale entro il 30

Della vicenda ormai si parla da tempo, ma la novità è che la permanenza delle sorelle Ferro all’interno della casa parrocchiale ha le ore contate. Le due dormellettesi hanno infatti ricevuto la notifica dello sfratto: dovranno lasciare l’abitazione entro il 30 aprile. Le sorelle sono le discendenti di una famiglia molto conosciuta in paese, anche per i suoi legami con l’allora parroco don Domenico Pollastro, dal quale la madre delle due ottenne il comodato d’uso della struttura. Ora però dovranno abbandonare lo stabile dove hanno vissuto dal 1959.

Il racconto delle sorelle Ferro

“Il sacerdote – dice Assunta Ferro – concesse alla mia famiglia la possibilità di vivere in quella casa a patto che ci occupassimo della manutenzione e delle spese per tenere vivo quello stabile. E così è stato per molti anni: ricordo che mio padre si occupò dei lavori per rifare il tetto, come di quelli per i bagni della struttura. Anche io e mia sorella Viviana, dopo la morte dei nostri genitori, abbiamo sostenuto molte spese per questa struttura e abbiamo fatto in modo che non cadesse a pezzi”.

Dopo anni di proteste è arrivato lo sfratto

Con l’arrivo del nuovo parroco, don Daniele Gallenzi, l’accordo è però venuto meno. “L’accordo con don Domenico è venuto meno – continua infatti Assunta Ferro – e il nuovo parroco, noi crediamo per una ripicca personale, ha deciso di sfrattarci. Dopo un primo tentativo nel 2015, le cose sono andate avanti sul fronte legale e ora abbiamo ricevuto la notifica dell’ufficiale giudiziario, che ci impone di lasciare la casa parrocchiale di Maria Vergine Assunta entro il 30 aprile. Ma noi siamo invalide rispettivamente al 70 e all’80% e, dal momento che abbiamo contribuito a salvare questa struttura dall’abbandono in tutti questi anni, non crediamo sia giusto sfrattarci. Non vogliamo trasferirci altrove, tanto più che ci siamo offerte a più riprese con il parroco di pagare un affitto”.

Il servizio completo in edicola sul Giornale di Arona fino al 25 aprile.