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Lo sfogo del poliziotto

Rivolta al centro di permanenza per il rimpatrio, un agente ferito

Rivolta al centro di permanenza per il rimpatrio, un agente ferito

L'agente ferito: ""Per un po' non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione e accoglienza".

Ultimo aggiornamento: 02 Settembre alle ore 14:32

Rivolta al centro di permanenza per il rimpatrio, sono giorni di tensione, quello della scorsa notte non è un episodio isolato. Lo raccontano i colleghi de ilcanavese.it

Rivolta al centro di permanenza per il rimpatrio

E’ stata una notte difficile al Cpr (centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, e non è stato un caso isolato: si tratta infatti del terzo episodio in pochi giorni. Alla fine il bilancio è di un agente ferito e tre persone arrestate per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: due marocchini e un tunisino di 24, 31 e 33 anni.

I fatti

L’agente rimasto ferito ha raccontato che per ore ha dovuto fronteggiare insieme a cinque carabinieri, gli ospiti del centro di permanenza per il rimpatrio, oltre 150, che lanciavano sassi al loro indirizzo. La situazione è tornata sotto controllo solo grazie all’arrivo in supporto di tre squadre del Reparto Mobile.

Un agente ferito

Nel racconto che l’agente ferito ha postato su Facebook si legge rabbia e tanta amarezza: “Per un po’ non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione e accoglienza. Una notte di guerriglia passata al Cpr di Torino. Trenta giorni di prognosi una bella frattura scomposta di due falangi con prospettazione di intervento chirurgico, due monconi malamente appesi che improvvisamente vanno in direzione opposta a quella che il tuo cervello vorrebbe fare… e mentre i ‘signori’ della politica fanno il gioco delle poltrone, facendo a gara a chi di loro si rivela essere il più capriccioso, in questi Centri di Permanenza e Rimpatrio ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi – credetemi – qualcuno si farà male sul serio”.

I commenti della politica

Immediato l’intervento del Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Solidarietà al poliziotto e a tutte le forze dell’ordine. Sono orgoglioso di aver inasprito le pene per chi attacca le donne e gli uomini in divisa e per aver fermato l’immigrazione clandestina. Se il Pd vuole riportarci indietro e ha nostalgia del business dell’invasione, lo dica chiaramente agli italiani”.

 

“Recandoci questa mattina al CPR torinese di Corso Brunelleschi per un sopralluogo dopo i fatti di ieri – hanno dichiarato il parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il capogruppo regionale di Fdi Maurizio Marrone in Piemonte – abbiamo appreso di una nuova rivolta da parte degli immigrati clandestini presenti nel centro. Quella del CPR è una situazione che obbliga le forze dell’ordine ad uno sforzo inaudito e inaccettabile. È evidente che essere l’unico CPR del Nord Italia voglia dire, per i nostri agenti, svolgere un lavoro che per carenza di organico e leggi buoniste non è più dignitoso. Chiediamo che i nuovi immigrati clandestini vengano dislocati altrove fino a quando il Viminale non garantirà più uomini e condizioni accettabili di lavoro dentro la struttura. Non un immigrato in più se non ci sono i requisiti minimi di sicurezza per agenti ed operatori. La presenza del CPR nel cuore del tessuto urbano di Torino – hanno concluso – porta insicurezza e disordine nel quartiere. I torinesi non meritano certo questo.”

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