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Rete contro le discriminazioni: in Regione siglata la collaborazione fra enti e istituzioni

Rete contro le discriminazioni: in Regione siglata la collaborazione fra enti e istituzioni

I garanti regionali si alleano contro razzismo, sessismo, omofobia.

Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2018 alle ore 09:15

Lunedì 10 dicembre 2018 in Regione al via la collaborazione con la Rete contro le discriminazioni. Lo riportano i colleghi de IlCanavese.it

Rete contro le discriminazioni

Incontro lunedì in Regione per sancire  il via alla collaborazione tra gli organi regionali di Garanzia e Parità e la Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte. Una data simbolo quella di ieri, quando si è celebrata la Giornata mondiale dei Diritti Umani, alla presenza dell’assessore regionale, Monica Cerutti, con l’obiettivo di offrire a tutte le persone che vivono in Piemonte una tutela più forte contro ogni forma di discriminazione. Gli sportelli della Rete regionale contro le discriminazioni, distribuiti sul territorio, raccolgono le segnalazioni dei cittadini e d’ora in poi potranno indirizzarle agli organi competenti per la risoluzione dei casi. Così il cittadino possa avere punti di riferimento certi.

Una rete di collaborazione importante

“Abbiamo creato una rete unica in Italia – afferma l’assessore Cerutti – questo è un patrimonio importante soprattutto in un momento in cui i diritti sono sotto attacco. Con questa rete vogliamo comunicare che stiamo con i più fragili, i portatori di differenze che sono un valore non un difetto. Non è una presa di posizione di principio ma di un’azione concreta che dà la possibilità concreta al cittadino di difendersi meglio e con più facilità”.

“L’adesione a tale intesa costituisce la tappa importante di un cammino che potrebbe trovare anche nell’istituzione del Difensore civico nazionale ulteriore impulso e vitalità alla soluzione di casi di discriminazione conseguenti all’attività amministrativa posta in essere da Amministrazioni operanti a livello centrale”, spiega il Difensore Civico, Augusto Fierro.

Tutela dei minori

“La collaborazione che è stata sancita – aggiunge la Garante dell’Infanzia, Rita Turino – nasce anche dalla necessità di tutelare meglio le persone minori di età da ogni forma di discriminazione. L’intesa si propone quindi, in via sperimentale, di attivare una reale collaborazione nel proposito fondamentale di mantenere elevatissimo il livello di attenzione da parte delle istituzioni che in questo modo saranno più facilmente informate su quanto accade sul territorio”.

Aiuto ai familiari di ex detenuti

“Questa collaborazione ci permetterà di aiutare meglio i familiari di detenuti o ex–detenuti esposti a forme esplicite o nascoste di discriminazione: nell’affitto di una casa, nel trovare lavoro, nell’inserimento sociale, nell’approccio ai servizi. – racconta il Garante dei Detenuti, Bruno Mellano – Potremo aiutare meglio anche la popolazione detenuta che a fine novembre ha superato il muro delle 60mila persone in Italia, di cui 4.483 in Piemonte. La comunità penitenziaria raccoglie in sé tutte le principali categorie e target a rischio: dai tossicodipendenti, fino ai detenuti sex-offenders di Biella, Torino e Vercelli, le detenute trans di Ivrea, gli omosessuali della sezione speciale di Verbania”.

Rafforzare la collaborazione

“In una materia delicata come quella in questione creare degli incroci stabili tra Organi di Garanzia significa migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa. – afferma il vicepresidente del Corecom, Gianluca Nargiso – Nell’ottica del cittadino ciò vuol dire vedere davvero tutelati i suoi diritti: nel caso di specie, tutelata la sua dignità”.

“La firma di questo Protocollo d’Intesa – interviene la consigliera di Parità della Città metropolitana, Gabriella Boeri – significa rafforzare e formalizzare una collaborazione e definire modalità operative, in molti casi già presenti a livello territoriale, al fine di non sovrapporre gli interventi ma di costruire, proprio attraverso la rete istituzionale, un percorso che accompagni e tuteli le persone che segnalano la discriminazione”.