iniziativa Simpatiche Zampette: gioca con il Corriere di Novara

Paolo Borrometi cittadino onorario di Romentino

Paolo Borrometi cittadino onorario di Romentino

Il sindaco Alessio Biondo ha conferito l'onorificenza al giornalista siciliano che vive da anni sotto scorta.

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio alle ore 09:22

Paolo Borrometi cittadino onorario di Romentino. Venerdì pomeriggio, nel salone del Centro culturale “Pio Occhetta”, gremito di autorità e cittadini, in prima fila assessori e consiglieri comunali, il sindaco Alessio Biondo ha conferito la cittadinanza onoraria al giornalista siciliano che vive da anni sotto scorta a causa delle aggressioni subite e delle continue minacce di morte.

Paolo Borrometi “in difesa dei valori di legalità, giustizia e libertà”

“Per il coraggio e l’impegno civile profusi alla ricerca della verità nella lotta contro le mafie, svolge il lavoro di giornalista con dedizione ed instancabile tenacia, mettendo a rischio la propria vita in difesa dei valori di legalità, giustizia e libertà”. Le parole scolpite nella pergamena suggellano la volontà dell’Amministrazione comunale di Romentino: «Il nostro – ha detto il primo cittadino – vuole essere un grande abbraccio a te e agli uomini della scorta sempre al tuo fianco, il segno della nostra vicinanza. Non sei solo nel tuo lavoro, sappi che hai amici anche a Romentino». Direttore della testata giornalistica di inchiesta www.laspia.it e presidente di Articolo 21, Borrometi, 36 anni, nei suoi articoli ha denunciato gli intrecci malavitosi tra mafie, politica e imprenditoria, rischiando la vita ogni giorno. Grazie alle intercettazioni l’anno scorso è stato sventato un attentato pianificato con un’autobomba.

«La paura mi accompagna ogni giorno, ma non mi sento un eroe»

Grande umiltà e straordinaria fierezza nelle sue parole: «Grazie di cuore alla comunità romentinese – ha detto Borrometi -. La paura mi accompagna ogni giorno, ma non mi sento un eroe e non voglio parlare di coraggio. Faccio semplicemente il mio lavoro, il mio dovere, come tante colleghe e tanti colleghi: sono un giornalista che cerca di raccontare il territorio, di raccontare un Paese che è meraviglioso e straordinario, fatto di persone per bene. Le mafie sono anche al nord, non solo nella mia terra. Sono transnazionali. Grazie a te sindaco che da oggi sei anche il mio. La casa comunale è la più alta istituzione, la più vicina ai cittadini e quella su cui scarichiamo le maggiori responsabilità. La prima che critichiamo. Grazie per la vicinanza che mi state dimostrando: la fratellanza è un valore straordinario».

Paolo Borrometi, il libro

Durante la crimonia si è parlato anche dell’ultimo libro di Borrometi appena uscito, “Un morto ogni tanto”, edito da Solferino. Borrometi ha spiegato: «Ciò che ci condanna è l’indifferenza dalla gente che gira la testa dall’altra parte. Ma questo non è un fenomeno che riguarda pochi: chiama in causa tutti i cittadini. La disattenzione è la scelta più grave. Nel libro faccio nomi e cognomi di politici e imprenditori che hanno fatto il patto col diavolo. Rivendico due diritti: a fare il mio dovere e ad avere paura».
Eleonora Groppetti