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Novara Pride, tantissimi in corteo e in piazza VIDEO FOTOGALLERY

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Giovani, famiglie, associazioni ed attivisti da tutto il nord Italia.

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2018 alle ore 08:56

Novara Pride, tantissimi in corteo e in piazza. Giovani, famiglie, associazioni ed attivisti da tutto il nord Italia per la prima manifestazione Lgbt in città.

Novara Pride, tantissimi in corteo e in piazza

Erano in tantissimi, molti oltre le aspettative degli organizzatori, i partecipanti al primo Novara Pride che si è svolto oggi pomeriggio. La manifestazione è stata organizzata da NovarArcobaleno e Sermais, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Novara, ma non quello del Comune di Novara. Hanno inoltre aderito numerose associazioni, sindacati ed enti del territorio e non. E’ iniziata con un corteo che ha colorato le strade di Novara dei colori dell’arcobaleno e di musica e balli che è partito da piazza Garibaldi e dopo aver percorso i baluardi è terminato in Piazza Martiri.

“Novara è viva ed è pronta a cambiare le cose”

Tutto si è svolto regolarmente sotto l’occhio vigile delle Forze dell’ordine e il grande caldo è stato combattuto con bottiglie d’acqua distribuite gratuitamente dai volontari dell’organizzazione. In piazza, dopo aver condotto in prima fila il corteo ha fatto da presentatrice dei vari interventi la madrina della manifestazione, la drag queen novarese Antonella Credici. Davanti alla piazza gremita di giovani e famiglie ha preso la parola il presidente di NovarArcobaleno Alessandro Antonini affiancato dalla vice Laura Galasso: “Siamo nati 5 anni fa per dare voce al mondo Lgbt novarese – ha detto – questo Pride è molto importante per la città. Novara è viva ed è pronta a cambiare le cose”.

Per i diritti Lgbt

“Sono tanti i motivi che ci hanno spinto ad organizzare questo Pride – ha continuato – abbiamo le unioni civili ma non abbiamo ancora il matrimonio egualitario. C’è poi la questione delle adozioni per le coppie omosessuali. Siamo qui anche per dire basta alla violenza di genere, all’odio contro le donne e all’omofobia e per combattere il pregiudizio sulle persone trans. Poi il tema della salute: Novara è la città piemontese con il più alto tasso di HIV in Piemonte. C’è bisogno di maggiore educazione sessuale per tutti a partire dalle scuole. infine l’immigrazione: tanti scappano dai loro paesi e arrivano in Italia anche perché a casa loro come gay sono rifiutati e rischiano la galera e la morte”.

“Continuate a combattere”

“Guai a pensare che queste manifestazioni sono inutili o che siano carnevalate” ha detto poi Mattia Anzaldi per Sermais. Molto significativa al testimonianza di Gianni Reinetti, 81 anni il primo a sposarsi a Torino con il suo Franco, mancato lo scorso anno, quando è stata approvata la legge Cirinnà sulle unioni civili. Gianni e Franco stavano insieme dal 1964, un’epoca in cui era meglio nascondersi se non si voleva rischiare di finire la propria vita in manicomio. “Continuate a combattere – ha incitato i presenti – perché la nostra lotta non è ancora finita”.

Presenti le istituzioni

Poi tanti altri interventi intervallati dalla musica della band Fran e i pensieri molesti di Torino: quelli di Roberta Bagnasco, del punto ascolto Agedo di Novara (“Sono qui perchè mamma felice e orgogliosa dei miei due figli”); Luca Paladini, attivista dei “Sentinelli” di Milano, vittima di attacchi e minacce (“Da una parte c’è la civiltà, dall’altra ci sono i Flintstones”); poi i rappresentanti delle istituzioni a partire dall’assessore regionale Monica Cerutti che ha ricordato anche i prossimi Pride a Torino il 16 giugno e ad Alba il 7 luglio, il consigliere regionale Domenico Rossi, il presidente della Provincia Matteo Besozzi e il sindaco di Romentino Alessio Biondo.

Valentina Sarmenghi

Guarda il video del corteo alla partenza in corso Garibaldi