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No al Congresso della famiglia: Verona teme la contromanifestazione

No al Congresso della famiglia: Verona teme la contromanifestazione

Associazioni, sindacati e alcune forze politiche scenderanno in piazza per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell'evento.

Ultimo aggiornamento: 28 Marzo alle ore 15:26

Questo fine settimana Verona sarà al centro delle cronache nazionali e non solo. Dal 29 al 31 marzo, infatti, si terrà il Congresso mondiale delle famiglie che tanto ha fatto, e sta facendo, parlare di sé. Da un lato ci sono gli organizzatori, che hanno tenuto a sottolineare che non si tratta di un evento oscurantista e che propone idee retrograde, ma di una tre giorni all’insegna della discussione su quello che dovrebbe il fondamento della società: la famiglia, a loro dire, naturale.

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Le dure critiche

Dall’altro lato, però, è davvero lunga la lista di chi contesta aspramente questo appuntamento definendolo un pericoloso tentativo di ritorno a un passato non troppo luminoso. Don Luigi Ciotti, senza tanti giri di parole, l’ha definito “una vergogna” mentre la presidenza del Consiglio dei Ministri, che inizialmente aveva garantito il patrocinio, ha fatto marcia indietro per bocca dello stesso Premier, Giuseppe Conte dopo la dura presa di posizione di oltre 200 accademici che avevano definito l’orientamento del congresso “profondamente reazionario”.

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Le manifestazioni

Proprio per questo a Verona sono previste diverse manifestazioni di protesta che potrebbero paralizzare il centro cittadino. Il 30 marzo, infatti, l’Arcigay ha organizzato una grande manifestazione di protesta “per contestare le idee da medioevo che il congresso propone” con partenza dalle ore 14.30 di sabato 30 marzo in Piazzale XXV Aprile (stazione di Verona Porta Nuova). Probabile un massiccio arrivo di persone da diverse regione d’Italia, come testimonia l’iniziativa de “La Casa delle Donne” di Ravenna, che ha organizzato un pullman per protestare nella nostra città.

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Anche sindacati e forze politiche presenti

Non Una di Meno, rete transfemminista estesa su tutto il territorio italiano, ha convocato tre giorni di mobilitazioni a Verona e anche l’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa ha aderito alla manifestazione del 30 marzo nella città scaligera, “indetta dalla società civile, associazioni, sindacati e alcune forze politiche per contrastare i proclami del Congresso mondiale delle famiglie”. Proprio per quanto riguarda i sindacati, c’è da registrare la partecipazione della CGIL, come reso noto dalla responsabile delle Politiche di genere del sindacato, Susanna Camusso.

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Tema sicurezza

Anche se le manifestazioni di protesta dovrebbero svolgersi nella più totale civiltà, il prefetto di Verona, Donato Cafagna, ha già iniziato gli incontri per garantire la sicurezza e il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dallo stesso prefetto, e del quale fanno parte anche il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Sicurezza Daniele Polato e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura, ha deciso i provvedimenti viabilistici che saranno attuati in questa fine della settimana di fuoco a Verona.

Un commento

Questo congresso intende anche evidenziare e mettere ben in chiaro tutti i rischi derivanti dalla mancata o insufficiente tutela della famiglia così come voluta e pensata da Dio.
Oggi esistono lobby trasversali che mirano a decostruire e scardinare l’ordine naturale delle cose per potere coltivare ogni insano progetto: e’ evidente che agli acquirenti e venditori di semi e di ovuli ed ai mistificatori della realtà , possa senz’altro dar fastidio chi dà il nome giusto alle cose.
La decostruzione della famiglia ha solo una scopo: il libero accesso alla tecno-riproduzione che ha come presupposto la relativizzazione del legame biologico fra genitori e figli. Oggi si parla di fecondazione eterologa e gestazione per altri, domani sarà il turno della clonazione. Il mondo deve adeguarsi all’onnipotenza del desiderio dei novelli Faust.
Chi cerca di opporsi a questo delirio viene attaccato con violenza come vediamo anche in queste ore. Ma soprattutto è la delegittimazione l’arma utilizzata: omofobo, razzista, medievale (sic!). Questa è la tecnica utilizzata per impedire di affrontare il nocciolo della questione.