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Nasce il Consorzio Birre Piemonte, ma non convince il birraio più famoso d’Italia

Nasce il Consorzio Birre Piemonte, ma non convince il birraio più famoso d’Italia

Ma non tutti la supportano

Ultimo aggiornamento: 09 Agosto alle ore 10:13

Fiocco azzurro nella regione, è nato il Consorzio Birre Piemonte. A tenere a battesimo la creatura anche un notaio, perché l’iniziativa è assolutamente istituzionale, targata Confederazione italiana agricoltori di Cuneo in primis, con la collaborazione della “cugina” Cia Alessandria e perfino del più inclusivo contenitore regionale Cia Piemonte.

Lo scopo è quello di valorizzare il settore a tutto tondo e gli associati andranno, infatti, dalla produzione fino alla trasformazione abbracciando l’intero ventaglio della filiera. Ma il progetto non convince un conterraneo cuneese che nel mondo della birra made in Italy non è esattamente l’ultimo della fila… Parliamo di Teo Musso, il birraio più famoso d’Italia e fondatore del birrificio Baladin di Piozzo, uno delle prime sei realtà artigianali tricolori nate nel 1996, oggi un “colosso” che in termini di forza commerciale e prestigio resta comunque davanti a tutti gli altri (anche a molti nel frattempo fagocitati dalla grande industria).

Consorzio Birre Piemonte targato Cia

Valorizzare materie prime del territorio, facilitare i rapporti fra gli associati, supportare l’export piemontese nel mondo, ma non solo. Essendo un’inizativa promossa dagli agricoltori, grande attenzione anche alla produzione e al rispetto dell’ambiente e della biodiversità. A credere fermamente nel progetto sono sopratutto il direttore e il presidente di Cia Cuneo, Igor Varrone e Claudio Conterno, ma è stata freddina la reazione a caldo della brewstar Teo Musso, uno che la materia la conosce bene… Partito da un piccolo pub con impianto nel magazzino annesso, oggi Baladin “gira” sui 25 milioni l’anno di ricavi, esporta in 40 Paesi nel mondo, conta 14 locali non solo in Italia (pure a Zanzibar…), ma è anche un birrificio agricolo con un’attenzione verso le materie prime italiane quasi maniacale (impossibile non citare la “Nazionale” con orzo e luppolo italiano).

Teo Musso

Il commento della brewstar Teo Musso

“Ho appreso della notizia della nascita del Consorzio della Birra Piemontese e auguro successo all’iniziativa anche se in qualità di Presidente del Consorzio della Birra Italiana, nato per valorizzare sull’intero territorio il valore della birra artigianale made in Italy partendo dalla tutela della filiera agricola, credo che sia un po’ prematuro, per un mondo piccolo come quello della birra artigianale italiana, pensare di tutelare la filiera su base regionale; così si rischia la frammentazione quando oggi abbiamo bisogno di essere uniti. Credo che ci si potrà arrivare ma quando il comparto sarà più forte e rappresenterà sul mercato quote più consistenti. Ritengo che oggi sia necessario valorizzare, in primis, l’italianità”.

Già, perché prima del Consorzio BP, c’era già il Consorzio della Birra Italiana, del quale è stato promotore proprio il patron di Baladin, ora per altro al timone in qualità di presidente. E il parto non è stato molto tempo, fa, anzi, risale alla primavera appena passata. Seppur sorto col favore di Coldiretti, il CBI non vuole tuttavia porsi come riferimento dei soli birrifici agricoli, ma sensibilizzare i birrifici tutti all’utilizzo di materie prime nostrane con l’idea di arrivare a un marchio certificato “Birra artigianale da filiera agricola italiana”.

 

daniele.pirola@netweek.it