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Meteo: a Ferragosto temperature gradevoli

Meteo: a Ferragosto temperature gradevoli

Il fronte polare spazzerà via l'afa sahariana.

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto alle ore 12:00

Meteo: da mercoledì sole e un po’ di vento da nord.

A Ferragosto meteo sereno e gradevole

L’approssimarsi di Ferragosto sarà caratterizzato da tempo sereno e gradevole. Tra lunedì e martedì la discesa del fronte polare darà vita a numerosi temporali e a una riduzione delle temperature massime grazie alle correnti occidentali che spazzeranno l’afa sahariana. Da mercoledì sole e un po’ di vento da nord: uno scenario atmosferico che dovrebbe durare fino a domenica, salvo cumuli con precipitazioni a evoluzione diurna in montagna.

Il riscaldamento è realtà anche in Piemonte

Il riscaldamento è realtà anche in Piemonte. È però sintomatico notare come non trovino spazio le notizie di segno contrario. L’ultima arriva dalla Sierra Nevada (California) dove la stazione di Mammoth Mountain, stessa latitudine di Agrigento, il 28 luglio ha concluso una stagione sciistica quasi da record: gli impianti sono infatti rimasti attivi per 261 giorni. Si è trattato della terza data di chiusura più posticipata dopo il 6 agosto 2017 e il 13 agosto 1995: e ciò grazie ai 18,2 m di neve totalizzati in vetta (3.371) di cui 5,3 m caduti a febbraio, il più nevoso mai registrato.

Dal fronte polare all’anticiclone africano

Sono state parecchie le stazioni di Arpa Piemonte che tra martedì 6 e mercoledì 7 agosto, sotto l’infuriare dei temporali, hanno totalizzato oltre cento millimetri. Le piogge, iniziate a sera e proseguite nella notte, hanno raggiunto la massima intensità nel pomeriggio successivo per poi trasferirsi verso la Lombardia. Limitandoci alle località che hanno registrato i valori più cospicui elenchiamo Pallanza (136,4 mm) e Stresa (140,4 mm) sul Lago Maggiore, Pray (104,8 mm) nel Biellese, Cellio (122,2 mm) e Borgosesia (122,8 mm) in Valsesia. A Novara Agogna sono invece caduti 0,2 mm appena mentre poco più a sud del capoluogo (Cerano per esempio) poche gocce non misurabili. Un’instabilità residua si è attardata sulle aree prealpine fino alla mattinata di giovedì 8 agosto, poi l’avanzata dell’anticiclone africano ha riportato il sereno. La spinta del fronte polare ne ha però inclinato l’asse verso est limitando l’apporto di aria rovente sul Piemonte ma facendo schizzare l’umidità relativa, specie tra ieri e oggi.

A proposito di canicola

A proposito di canicola: nella scorsa rubrica si era fatto notare come a luglio abbia riguardato soprattutto l’area dei laghi. La media mensile a Pallanza è risultata di poco inferiore a quella del luglio 2006 (-0,7 °C) e un po’ più ampia rispetto al 2015 (-1,6 °C) mentre a Novara Agogna lo scostamento è stato, rispettivamente, di -1,9 °C e -2,8 °C. Un altro parametro indicativo è quello dello zero termico che a Milano Linate nel luglio 2015 venne mediamente registrato a una quota di 4.382 m (massimo il giorno 14 a 4.930 m) mentre nel luglio 2019 si è collocato a 3.994 m (massimo il 23 luglio a 4.885 m). Ma seppur non da record il mese ha superato ampiamente la norma 1961-90 che resta il riferimento precedente alla mutazione climatica in atto. Anche senza guardare il termometro molti indizi fenologici la testimoniano: ad esempio l’inizio della raccolta del pomodoro, che ormai avviene prima in Lombardia ed Emilia che nel Mezzogiorno. Tale coltivazione è un buon indicatore delle condizioni meteorologiche perché diffusa a livello domestico. Chi cura l’orto da qualche decennio nelle località pedemontane biellesi od ossolane ricorderà certe estati piovose degli anni Settanta in cui i pomodori non giungevano a maturazione, cosa accaduta pure nel 2014 nelle zone meno favorevoli.

Stefano Di Battista