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Mercatone Uno chiesto il concordato preventivo

Mercatone Uno chiesto il concordato preventivo

Nel nvarese i punti vendita sono tre.

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile alle ore 16:19

La Shernon Holding S.r.l., società che ha rilevato la scorsa estate il marchio Mercatone Uno ha chiesto al tribunale di Milano il concordato preventivo.

Mercatone Uno chiesto il concordato preventivo

“Salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, preservando il patrimonio della società, e superare una temporanea situazione di difficoltà finanziaria”. Sono questi i motivi che hanno spinto la Shernon Holding S.r.l., la Società che lo scorso 9 agosto ha acquisito 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno, a presentare al Tribunale di Milano domanda prenotativa di ammissione alla procedura di concordato preventivo. “Sono infatti in corso avanzate trattative con nuovi soci ed investitori interessati all’ingresso in società – spiega la società in una nota -. Dette trattative, pur se molto avanzate, richiedono tempistiche non conciliabili con la tensione finanziaria in essere e, pertanto, lo strumento del concordato con riserva risulta funzionale e necessario al buon esito delle stesse.

Salvaguardare i 1800 posti di lavoro

“Questa scelta è dunque mirata alla continuità aziendale pensando in primo luogo ai dipendenti e alle loro famiglie e volta al puntuale adempimento degli impegni assunti verso i consumatori e gli altri stakeholders – spiegano dall’azienda -, a maggior garanzia e tutela dei loro diritti”.

“Dopo quasi nove mesi di attività e di due-diligence ci è chiaro che vanno rivisti dalle fondamenta tutti i principali equilibri e assetti aziendali, per riqualificare, attualizzare e rendere nuovamente e realmente competitiva una realtà che tutt’oggi rappresenta un marchio storico della GDO italiana. – commenta Valdero Rigoni, CEO Shernon Holding – L’obiettivo non è uscire dal mercato, ma anzi, ripartire più forti. Affronteremo fin da subito la situazione con estrema determinazione”.

I punti vendita nel novarese

Questa situazione interessa anche i lavoratori, circa un centinaio, dei punti vendita di Caltignaga, Trecate e Pombia.