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Lascia sedia a rotelle a riva e attraversa tutto il lago a nuoto

Lascia sedia a rotelle a riva e attraversa tutto il lago a nuoto

Massimiliano Freddi, tetraplegico da quando aveva 18 anni, ha attraversato tutto il lago

Ultimo aggiornamento: 09 Settembre alle ore 07:00

Lascia sedia a rotelle a riva e attraversa il lago

Una vera e propria impresa in grado di unire un rione e un paese intero. Si potrebbe descrivere in questo modo la partecipazione del castellettese Massimiliano Freddi alla traversata del lago Maggiore tra Angera e Arona, andata in scena lo scorso 1° settembre. 48 anni, rimasto tetraplegico in seguito a un incidente automobilistico, Freddi si muove su una sedia a rotelle da quando ne aveva 18. Domenica 1 ha finalmente realizzato un sogno che cullava da circa 15 anni, prendendo parte alla traversata del lago da Angera ad Arona. Senza risparmiarsi neanche per un secondo, ha completato la sua impresa bracciata dopo bracciata, guadagnando un centimetro alla volta l’intera lunghezza del percorso, che è di circa 1.200 metri.

Un uomo determinato e coraggioso

Subito dopo l’incidente, per Freddi è cominciato un vero e proprio percorso a ostacoli verso la riabilitazione. E lottando giorno dopo giorno, il castellettese è riuscito a riconquistare parte della sua mobilità, facendo dei progressi davvero sbalorditivi. “Fin dal primo giorno – racconta Freddi – ho sentito fisicamente il supporto e l’affetto dei miei amici. Non mi hanno lasciato da solo nemmeno per un momento. Sotto la guida di Carmen Dorsi, a cui devo davvero tanto, è cominciata la mia riabilitazione. I ragazzi del rione Dorbiè venivano direttamente qui a casa mia giorno dopo giorno, tutti i giorni, magari dopo il lavoro, per aiutarmi con gli esercizi di ginnastica. Con una raccolta fondi del rione avviata quando ancora ero ricoverato, sono stati racimolati i soldi per costruire una palestra per la riabilitazione, con strumenti e macchinari artigianali, ma perfettamente efficaci. Poi dopo 3 anni mi hanno consigliato di svolgere degli esercizi in acqua. E così prima gli amici mi portavano al Ticino, in un tratto dove c’è una piccola ansa e la corrente è meno forte. Però la temperatura dell’acqua al fiume è piuttosto bassa e quindi è nato il progetto di una piscina da allestire a casa nostra. Il rione e molte persone del territorio si sono attivate immediatamente”.

Il sogno della traversata

“Era il 2003 o il 2004 – continua Massimiliano Freddi – quando Stefano, che mi seguiva nelle mie attività in piscina, mi ha detto: “Devi allenarti per la traversata”. Purtroppo però quell’anno, al momento della traversata, la temperatura si era abbassata bruscamente e non c’erano le condizioni per poter affrontare la gara. Per un motivo o per l’altro, tra lesioni cutanee e altri problemi che ho riscontrato, anche negli anni seguenti non ho potuto partecipare alla gara. Fino a quest’anno. Ai primi di luglio mi sono accorto che stavo bene e Stefano mi ha detto: “Allenati che questa è la volta buona””. E così è stato. Insieme al suo coach di fiducia e a tutti i “tifosi” del rione, Massimiliano si è messo la muta, è partito da Angera, immerso in acqua con l’aiuto degli amici, e a dorso ha attraversato tutto il lago.

Il servizio completo sul Giornale di Arona in edicola fino a giovedì 12 settembre.

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