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Lago d’Orta, torna l’incubo inquinamento

Lago d’Orta, torna l’incubo inquinamento

A San Maurizio d'Opaglio schiuma biancastra e maleodorante dalle fogne.

Ultimo aggiornamento: 07 Maggio 2018 alle ore 10:17

Lago d’Orta, torna l’incubo inquinamento. Nell’acqua sversamenti riconducibili agli scarti di lavorazione delle cromature. A San Maurizio d’Opaglio schiuma biancastra e maleodorante dalle fogne.

Lago d’Orta, torna l’incubo inquinamento

Torna l’incubo inquinamento nel lago d’Orta. Lo specchio d’acqua con i suoi borghi era stato definito dallo scrittore Piero Chiara “acquerello di Dio”. Era stato ripulito anni fa dalle sostanze inquinanti provenienti dalle numerose rubinetterie e cromature presenti nella zona ma anche dalla “Bemberg” di Gozzano. Ora altre sostanze altamente nocive si sono riversate nel bacino lacustre.
Si tratterebbe di soda caustica ed altri veleni riconducibili agli scarti della lavorazione delle cromature. A lanciare l’allarme sono stati venerdì pomeriggio alcuni podisti che hanno notato sulla sponda occidentale del lago, in località Pascolo nel Comune di San Maurizio d’Opaglio, una sostanza schiumosa, biancastra e maleodorante fuoruscire dalla condotta fognaria delle acque bianche proveniente dalla zona industriale.

L’allarme lanciato da alcuni podisti

Tra i primi a dare l’allarme Luigi Guidetti, podista, ex sindaco di Gargallo e tra i componenti del Consiglio direttivo del Panathlon Club Mottarone. «Non è la prima volta che questo si verifica – dice Guidetti – e sempre di venerdì pomeriggio quando coloro che vogliono inquinare sanno perfettamente che i controlli sono ridotti e che quindi possono farla franca». Sul posto sono intervenuti gli amministratori locali con il sindaco Diego Bertona e il vice sindaco Ubaldo Fraschini, i tecnici dell’Arpa e i Carabinieri. «Purtroppo – dice sconsolato il vice sindaco Fraschini – non è la prima volta che ci troviamo ad affrontare questo problema. Risalire ai responsabili è estremamente difficile a meno che si riesca ad effettuare controlli mirati subito dopo il riversamento nel lago delle sostanze inquinanti. Come amministrazione comunale cosa possiamo fare? Poco o nulla. Siamo inermi di fronte a queste persone a cui mi rivolgo chiedendo loro: ma non avete un po’ di coscienza? Come potete convivere in un ambiente inquinato mettendo a rischio la vostra salute e quella dei vostri figli ?».

Subito il prelievo effettuato dai tecnici dell’Arpa

I tecnici dell’Arpa hanno immediatamente provveduto ad effettuare il prelievo dei campioni d’acqua che non faranno altro che confermare la presenza di sostanze altamente tossiche. Dopo quello che è accaduto non solo gli amministratori locali ma anche gli imprenditori della zona confidano in un “giro di vite” auspicando un’intensificazione dei controlli. E quello che si augura Giuseppino Frattini, industriale “illuminato”, amministratore delle Rubinetterie Fratelli Frattini Spa, tra gli imprenditori che per primi hanno adottato nei loro stabilimenti misure idonee a tutela dell’ambiente.
Carlo Panizza

3 commenti

Spero che scoprano chi è stato e gliela facciamo pagare cara non solo in termini di multa ma anche con la chiusura x un certo periodo dell’azienda. Questi sono terroristi ambientali .

Mi rivolgo alle autoria’, DOVETE FARE CONTROLLI A TAPPETO ALLE GALVANICHE! Queste persone sono dei terroristi ambientali e vanno fermate.
Chi sa qualcosa e’ moralmente chiamato ad informare altrimenti e’ complice.

Finché questi reati saranno puniti con multe irrisorie, nulla potrà cambiare e sono sicuro che molti rubinettai sanno chi è stato