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La Torre Mattarella, consegnati i premi in memoria del giornalista Paolo Viviani

La Torre Mattarella, consegnati i premi in memoria del giornalista Paolo Viviani

Riconoscimenti alle migliori tesi sui temi della criminalità organizzata.

Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2018 alle ore 11:26

La Torre Mattarella, consegnati i premi in memoria del giornalista Paolo Viviani per le migliori tesi sui temi della criminalità organizzata.

La Torre Mattarella, consegnati i premi in memoria del giornalista Paolo Viviani

«Sono orgoglioso di essere stato collega di Paolo. Siamo stati assunti al Corriere di Novara nello stesso giorno e abbiamo lavorato assieme 30 anni. Un giornalista con la schiena dritta, molto preciso. Era un ‘testone’, ma solo perché voleva andare a fondo alle cose, conoscerle bene prima di raccontarle. Prima di far uscire qualcosa, voleva esserne certo e passava molto tempo. Ma poi erano pezzi, servizi, che lasciavano il segno». A raccontare Paolo Viviani, giornalista del nostro giornale scomparso a 53 anni il 14 febbraio 2017, in occasione sabato della consegna della quarta edizione del Premio “Pio La Torre-Piersanti Mattarella” e della seconda edizione del premio a lui intitolato, l’attuale direttore del Corriere di Novara, Sandro Devecchi. «Paolo si poneva con tutti, con chiunque parlasse, senza preconcetti. Questo lo rendeva grande e gli consentiva di raggiungere risultati importanti». A ricordare Viviani, anche la moglie e collega, Lalla Negri: «La mia famiglia ringrazia l’associazione “La Torre-Mattarella” per questo ricordo di Paolo. Sono contenta che sia un evento legato a Nando Dalla Chiesa (il premio La Torre-Mattarella, riconoscimento in denaro che premia la migliore tesi magistrale sui temi della criminalità organizzata e delle mafie, è istituito dall’associazione con Dalla Chiesa, ndr), perché mio marito e mio suocero erano molto legati al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. A Paolo sicuramente piace essere ricordato così, nell’impegno dei giovani, in cui credeva molto».

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Riconoscimenti alle migliori tesi sui temi della criminalità organizzata

La consegna dei due premi nell’aula consigliare della Provincia, alla presenza di autorità (il presidente dell’Ente, Federico Binatti, il consigliere regionale Domenico Rossi, il sostituto procuratore Mario Andrigo). A introdurre il pomeriggio, il presidente dell’associazione Roberto Leggero. «Un premio che punta a riconoscere l’impegno dei giovani nella lotta alla mafia, nella diffusione di una cultura della legalità». Il professor Dalla Chiesa: «un grande riconoscimento che assegniamo a chi studia le mafie e la criminalità organizzata, dando un forte contributo nel creare una società sempre più consapevole. Ho visto questo premio crescere negli anni». Franco La Torre: «sono temi che vanno continuamente studiati e il sistema accademico deve continuare a farlo». Il premio consiste in un contributo economico che, grazie a Fondazione Cariplo, aiuterà le tre neolaureate finaliste, a pubblicare il proprio lavoro. Il primo premio è andato a Elena Rita Mendicino, milanese, che ha svolto una tesi sul contrasto alla ’ndrangheta tra Italia e Germania. Premiata anche Eleonora Di Pilato e la sua tesi sul commercio delle armi nell’Africa Sub Sahariana. Premio Viviani, invece, a Valeria Biasco di Peschiera Borromeo con “L’impegno educativo antimafia: l’esperienza didattica di Nando Benigno, ‘professore del sud’” («un argomento – ha riferito Leggero – quello dell’educazione e del rapporto con i ragazzi, con i giovani, molto sentito da Viviani»).
Monica Curino