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La mostra sul nano Bagonghi al Castello

La mostra sul nano Bagonghi al Castello

Sarà visitabile  ancora questo fine settimana: sabato 24 marzo 16-19, domenica 25 marzo 10-12 e 16-19.

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo alle ore 18:30

La mostra sul nano Bagonghi, ospitata nelle sale Sud del Castello di Galliate, sarà visitabile  ancora questo fine settimana: sabato 24 marzo 16-19, domenica 25 marzo 10-12 e 16-19. La mostra sul nano Bagonghi, pseudonimo di Giuseppe Bignoli, è stata inaugurata sabato 16 marzo. Un’esposizione voluta dal Video Cine Foto Club “Il Campanile” di Galliate in occasione dell’ottantesimo della morte di Bignoli, che ad inizio ‘900 divenne una star del circo prima in Europa e poi in America.

La mostra sul nano Bagonghi: la storia

Scappato dalla sua casa di Galliate appena 17enne, fu cavallerizzo, acrobata, clown: un artista a tutto tondo, nonostante la sua altezza di appena 70 centimetri. «Un nano che è diventato un gigante mettendo a frutto il suo talento», l’ha definito l’assessore alla Cultura Flora Ugazio. “Una figura che ha portato davvero il nome di Galliate nel mondo – ha ricordato poi il sindaco Davide Ferrari – Tanto che, pur senza essere citato, la sua figura è stata inserita di recente anche nel film The Greatest Showman dedicato al creatore del circo Barnum”.

“La figura di Bagonghi mi affascina ancora oggi”

All’inaugurazione ha partecipato l’autore televisivo Paolo Taggi che a Giuseppe Bignoli aveva dedicato una trasmissione radiofonica nel 1980 nell’ambito di un approfondimento sulle arti circense. Proprio in quell’occasione era andata in onda la testimonianza di un altro galliatese, il compianto maestro Ezio Bozzola, che lo aveva conosciuto. “La figura di Bagonghi – ha rivelato Taggi – mi affascina ancora oggi sia per la sua fine misteriosa nel Ticino, sia perché non esibiva la sua diversità ma, anzi, ne faceva cose spettacolari. Ne farei un film». A ricordarlo anche il giornalista Gianfranco Capra, autore di un libro su Bagonghi pubblicato nel 1999: «Fu un successo straordinario, a conferma dell’affetto verso questo personaggio”.
La mostra è composta da decine di fotografie, per lo più conservate dalla famiglia Bignoli, ma anche provenienti dall’estero.
l.pa.