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Giro d’Italia, Monte Bianco in rosa. Legambiente: “Spreco di energie e danno ambientale”

Giro d’Italia, Monte Bianco in rosa. Legambiente: “Spreco di energie e danno ambientale”

"Per stupire bisogna fare sempre qualcosa di più, anche se questo porta alla banalizzazione e mercificazione della montagna" scrive in una nota il Circolo Legambiente Valle d'Aosta e Piemonte.

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio alle ore 09:05

Giro d’Italia, Monte Bianco in rosa. Legambiente Valle d’Aosta e Piemonte: “Spreco di energie e danno ambientale”.
Lo riportano i colleghi di nuovaperiferia.it

Monte Bianco in rosa, le parole di Legambiente

“Per stupire bisogna fare sempre qualcosa di più, anche se questo porta alla banalizzazione e mercificazione della montagna“. Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta e Piemonte si scaglia contro l’illuminazione notturna color rosa, per alcune giornate, del massiccio del Monte Bianco in occasione dell’arrivo della 14esima tappa a Courmayeur del Giro d’Italia.

“Non ha rispetto per la natura”

“Una sciocchezza  – la definisce l’Associazione in una nota –  che non ha rispetto per la natura dei luoghi, per l’impatto dell’inquinamento luminoso sulla volta celeste né per gli animali che possono essere disturbati dai fasci luminosi. Uno spreco di risorse (ventimila euro) uno spreco di energie e un danno ambientale e culturale. Chi l’ha pensato non ha probabilmente mai visto lo spettacolo incantevole della montagna illuminata dalla luna”.

“No all’arrivo qui del Giro d’Italia”

Il circolo Legambiente si scaglia anche contro la scelta degli organizzatori di far arrivare la tappa precedente, Pinerolo-Ceresole Reale,  fin dentro il Parco del Gran Paradiso, al lago Serru’, a 2247 metri di altitudine. “Che senso hanno le limitazioni proprie di un Parco,  – prosegue la nota – il più antico Parco d’Italia, se poi le regole diventano carta straccia per portare un carrozzone mediatico fatto di grandi masse di persone, di mezzi e di rumori fin dentro il suo cuore più protetto? La richiesta fatta da più voci ambientaliste di fermare la tappa a Ceresole Reale era troppo di buon senso per essere accolta”.

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