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29 novembre

“Fridays for future”: anche a Novara lo sciopero per il clima

Azioni dimostrative in corso Cavour contro il consumismo sfrenato e i finanziamenti ai combustibili fossili.

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre alle ore 18:17

“Fridays for future” ha fatto sentire la propria voce anche a Novara. Non erano tantissimi, come a Milano e Roma, ma anche in città i ragazzi hanno dato vita al quarto sciopero globale per il clima.

Fridays for future all’insegna del #BlockFriday 

La data del 29 novembre non è scata scelta a caso, dal momento che coincide con il cosiddetto “Black Friday”, il giorno dell’anno in cui tradizionalmente i consumatori sono più attivi,  e perché il 2 dicembre si apre a Madrid la conferenza Onu sul clima.
Due, come hanno spiegato gli organizzatori, i temi centrali della giornata novarese. Innanzitutto il no al consumismo sfrenato, all’insegna dell’hashtag #BlockFriday. I manifestanti hanno scelto infatti il punto vendita di corso Cavour della nota catena di abiti a basso costo “H&M” per un flash mob che sicuramente non è passato inosservato, gettandosi tutti a terra all’interno del negozio. Obiettivo: «Attirare l’attenzione sul fenomeno della “Fast Fashion”, la produzione in massa di capi di abbigliamento economici spesso non durevoli, i cui effetti gravano sul clima e sul terzo mondo».

Friday for future
Il flash mob dentro il negozio “H&M”

No ai combustibili fossili e allo spreco alimentare

I manifestanti si sono poi spostati davanti alla sede di un istituto di credito, sempre in corso Cavour, per protestare «contro i continui prestiti e finanziamenti delle banche ai combustibili fossili, la nostra principale fonte di energia allo stato attuale, dall’elevato impatto ecologico e climatico».
La manifestazione si è conclusa in piazza Cavour con un’altra azione dimostrativa sul problema dello spreco alimentare, «una vera e propria piaga del nostro mondo, in cui ogni giorno 15.000 persone muoiono di fame eppure si riescono a gettare incredibili quantità di cibo».
Al gazebo di piazza Cavour era inoltre possibile firmare la petizione popolare per chiedere alla Commissione europea di rafforzare l’azione in materia di emergenza climatica.

l.c.

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