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Chiusure festive, è quasi pareggio tra favorevoli e contrari

Chiusure festive, è quasi pareggio tra favorevoli e contrari

Indagine promossa dall'Ente bilaterale del terziario di Novara e Vco.

Ultimo aggiornamento: 06 Ottobre 2018 alle ore 11:55

Chiusure festive, è quasi pareggio tra favorevoli e contrari. E’ quanto emerge dall’indagine promossa dall’Ente bilaterale del terziario di Novara e Vco.

Chiusure festive, è quasi pareggio tra favorevoli e contrari

Sulle chiusure festive anche il mondo del commercio novarese e del Vco si divide sostanzialmente a metà. E se tra gli imprenditori è il 48% ad essere favorevole alla chiusura festiva, tra i dipendenti la percentuale dei “sì” sale al 56%. Sono i dati che emergono dall’analisi condotta dal Centro Studi sul terziario del Piemonte Nord su incarico dell’Ente bilaterale terziario, un organismo paritetico in cui sono rappresentate le aziende del commercio e del turismo e i sindacati di categoria. «Da anni, le parti sociali e datoriali dibattono sull’argomento – ha detto il presidente Daniele Testaverde, illustrando i risultati dello studio durante la conferenza stampa convocata giovedì mattina nella sede Ascom di Novara – Abbiamo ritenuto fosse interessante fare il punto ascoltando le opinioni del territorio. E quello che è emerso, in estrema sintesi, sia da parte dei datori di lavoro che dei dipendenti, è il bisogno di regole che consentano di conciliare meglio tempi di vita e tempi di lavoro, perché l’assoluta liberalizzazione finisce per portare alla mancanza di strumenti di tutela».

Inversione di tendenza nei paesi del Nord Europa

Una riflessione «all’insegna del buonsenso» è necessaria anche secondo il vicepresidente dell’Ente bilaterale, Luca Trinchitella: «D’altronde, non è un caso se laddove, come nei paesi del Nord Europa, la liberalizzazione spinta era già stata adottata anni fa ora si registra un’inversione di tendenza».
Alla ricercatrice Alessia Bernardi il compito di illustrare i risultati del questionario telefonico effettuato nel mese di settembre su un campione di imprese e lavoratori, attivi nel settore del commercio al dettaglio dell’Alto Piemonte (province di Novara e Verbano Cusio Ossola).

Imprenditori divisi  tra miglior qualità della vita e fatturato

Il campione è sostanzialmente diviso a metà: il 48% degli imprenditori si dichiara infatti favorevole alla chiusura festiva dei negozi, ritenendo per la maggior parte (69% delle imprese favorevoli) che questo contribuisca ad aumentare la qualità della vita propria e dei propri dipendenti. Il 20% è favorevole ad un’apertura limitata ad alcune giornate festive all’anno, mentre il 31% di coloro che preferirebbe mantenere sempre aperti i punti vendita adduce principalmente due motivazioni: dare la possibilità alla clientela di effettuare acquisti che altrimenti non sarebbero possibili durante la settimana (44% delle imprese non favorevoli) e non compromettere il fatturato dell’attività o mettere a rischio i posti di lavoro (40%).

I lavoratori bocciano le aperture parziali

Anche tra i lavoratori emerge un certo equilibrio tra quanti sono propensi all’apertura e quanti alla chiusura. Infatti, il 56% degli intervistati è favorevole alla chiusura dei punti vendita nei giorni festivi, mentre il 35% è contrario e il 9% è favorevole ad un’apertura limitata ad alcune giornate festive all’anno. Una migliore qualità della vita risulta essere l’elemento fondamentale a supporto dell’opinione espressa da coloro che auspicano la chiusura (92% dei lavoratori favorevoli). Elevato lo scarto tra coloro che si adatterebbero ad un’apertura festiva con orario ridotto, il 35% degli intervistati (prevalentemente al mattino), e coloro che non ne vedono l’utilità e preferiscono la chiusura totale e in parte l’apertura per l’intera giornata, il 65%.
Laura Cavalli