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Cataratta: una nuova sfida per i nuovi giovani over 60

Un problema tipicamente associato all'invecchiamento, che può però colpire anche in giovane età

Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio alle ore 06:30

 

La cataratta è un’opacizzazione del cristallino, la nostra lente naturale indispensabile per mettere a fuoco le immagini sulla retina che si trova dietro alla parte colorata dell’occhio, l’iride. È un problema tipicamente associato all’invecchiamento, ma che può colpire anche in giovane età e che può essere risolto esclusivamente con un intervento chirurgico. Per cercare di prevenire la cataratta sono importanti una dieta quotidiana ricca di alimenti contenenti antiossidanti naturali (come frutta e verdura), l’uso di filtri solari come gli occhiali da sole, il controllo dei livelli di zuccheri nel sangue per una precoce diagnosi di diabete e l’astensione dal fumo. Nella quasi totalità dei casi, la cataratta è associata al naturale invecchiamento e viene perciò chiamata senile.

Le cataratte giovanili, invece, hanno un’origine congenita o possono essere causate da farmaci, traumi e malattie agli occhi o dell’intero organismo. L’insorgenza dei sintomi e la loro progressiva evoluzione sono spesso molto lenti tanto da “abituare” il paziente a una visione sempre meno nitida e precisa nel corso di molti anni. Pertanto è consigliata una visita oculistica periodica oltre i 60 anni di età, anche in assenza di sintomi. In alcuni casi l’avanzamento della cataratta è tale da non permettere più di distinguere le caratteristiche dei volti, di riconoscere i caratteri di stampa di un libro o di un giornale sino a ridurre l’autonomia nelle quotidiane attività di vita e la guida dell’automobile. In particolar modo, il rinnovo della patente è subordinato anche al conseguimento di minimi requisiti di acuità visiva, tali da permettere la serena e sicura conduzione dell’autoveicolo «La cataratta rimane un’emergenza sociale a cui sempre più siamo chiamati a porre rimedio» afferma il Dr. Fabio Mazzolani di Habilita Casa di Cura I Cedri a Fara Novarese (No). «In particolar modo rimane un dovere per noi medici poter attivare un rimedio efficace a un potenziale pericolo per sé e per gli altri quando i nostri pazienti guidano un veicolo a motore. Attualmente, grazie alle nuove tecnologie presenti presso il nostro centro, possiamo offrire una soluzione a quello che è diventato un pericolo sempre più importante per la visione della popolazione che invecchia ma sempre più rimane giovane grazie all’attuale qualità e aspettativa di vita».

Bimbi, genitori, ortottista e oculista

Spesso capita di chiedersi quando dover fare una visita oculistica ai nostri figli. In particolar modo, l’interrogativo riguarda come poter eseguire al meglio l’indagine oculistica in bambini che mancano di collaborazione data la giovane età. Fortunatamente esistono una serie di indizi che possono guidare i genitori prima e medici poi nel cogliere i primi segnali di allarme di malattie dell’occhio nel bambino. Il primo test fondamentale è il riflesso rosso. Questo semplice test può essere eseguito anche dal pediatra e valuta la trasmissione della luce da una fonte luminosa puntiforme, attraverso tutte le parti normalmente trasparenti dell’occhio ed è in grado di riconoscere precocemente molte patologie oculari che possono compromettere il corretto sviluppo della vista come la cataratta e il glaucoma congenito, tumori oculari, anomalie retiniche o importanti errori refrattivi. Allo stesso modo l’individuazione di fattori di rischio familiari per malattie dell’occhio e la valutazione del comportamento dei bambini nelle attività quotidiani come la deambulazione, lo svolgimento di attività scolastiche e di gioco possono suggerire un problematica a livello visivo. Quali errori non devono commettere i genitori per poter aiutare il più possibile l’oculista e l’ortottista a riconoscere eventuali malattie? Le visite oculistiche anche a bambini che non mostrano evidenti anomalie a carico dell’apparato visivo devono essere effettuate anche nei primi anni di vita, e sono le più importanti in quanto i trattamenti riabilitativi sono tanto più efficaci quanto più precoce è la diagnosi di problemi refrattivi. Prima dei tre anni è estremamente utile eseguire insieme alla visita oculistica anche una visita ortottica ad opera dell’ortottista, specialista nell’esame accurato della motilità oculare e delle funzioni sensoriali degli occhi. Tale valutazione è fondamentale per confermare eventuali alterazioni neurosensoriali, monitorare il recupero funzionale, quantificare gli strabismi ed effettuare la più precoce ed opportuna riabilitazione visiva. «Da quest’anno – afferma il Dr. Mazzolani – abbiamo la possibilità di fornire un completo servizio di oculistica e ortottica sempre presso la casa di Cura I Cedri grazie alla presenza della Dottoressa Elena Zoia con la quale siamo riusciti a creare un nuovo ambulatorio di diagnosi delle principali anomali visive del bambino unendo le competenze oculistiche a quelle ortottiche al fine di poter garantire la massima tempestività nell’individuazione precoce delle malattie dei bambini».

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